Marina Militare: marinai contro il disagio, una fiction su Nave Italia

nave-italiaLA SPEZIA, 13 ott – La Rai raccontera’ in una fiction l’esperienza di Nave Italia: brigantino a vela della Marina Italiana e dello Yacht Club, che ”imbarca” a rotazione per brevi viaggi persone con disagio e handicap, e insegna loro la vita da marinaio, vigilati da un vero equipaggio militare.

L’iniziativa sta dando risultati prodigiosi: come con Giacomo, dodicesimo figlio di una madre tossicodipendente, orfano del padre suicida. Voleva solo morire, non parlava piu’. Il sert di Monza ha chiesto l’ imbarco: Giacomo s’e’ ”risvegliato” dal suo cupo pessimismo, ha ripreso a parlare, ed ora e’ un lupo di mare. Oppure con Alessandra, 92 anni, in terapia da vent’anni per schizofrenia che, a bordo, si e’ ”ritrovata”. Era cosi’ felice che ha ripreso a ridere e le e’ stata anche cambiata la terapia. A raccontare le loro storie, oggi, alla presenza dell’ammiraglio Franco Paoli, comandante in capo del dipartimento alto Tirreno della Marina, e’ stato Carlo Croce, ”papa”’ della Fondazione Tender to Nave Italia, alla Spezia, alla vigilia del viaggio in partenza domani, con 12 adolescenti, finanziato da Fondazione Carispe.

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Interno “Nave Italia”

Nave Italia, il più grande brigantino a vela del mondo, lunga 61 metri e capace di alloggiare più di 30 ospiti oltre l’equipaggio.
Nave Italia non è un semplice albergo galleggiante, ma un luogo dove si realizzano progetti di ricerca, educazione, formazione e terapia, oltre che la formazione di chi opera a contatto con il disagio.
Un’università corsara, insomma, mobile, finanziariamente autonoma, che si affianca alle strutture esistenti per essere punto di incontro e scambio di esperienze diverse ed internazionali: un ambasciatore dell’Italia educante, formativa e solidale nei mari del mondo.

 

Il video di Tender to Nave Italia


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