Marina militare: il Vespucci, da 80 anni nel cuore dell’Italia

vespucci1L’ammiraglio dell’Accademia navale: ce la portiamo dentro in eterno. Livorno, 22 feb – Gli annali raccontano che lo ammisero perfino gli americani, molti anni fa. ”Siete la nave più bella del mondo” segnalarono dalla “Uss Forrestal” quando ebbero conferma che davanti avevano l’Amerigo Vespucci. La nave più anziana in servizio della Marina Militare italiana festeggia oggi 80 anni nella base navale di La Spezia dove si trova, “sotto i ferri” per qualche ritocco, in attesa di riprendere il mare insieme agli allievi dell’Accademia Navale di Livorno.

Quella che inizierà in estate sarà la 77ª campagna addestrativa a bordo del “Vespucci”. ”Tutti noi – dichiara con un certo orgoglio l’ammiraglio Pierluigi Rosati, comandante dell’Accademia – ci portiamo dentro quei tre mesi in eterno. Nel cuore, nella mente e nella vita per mare”. D’ altronde “Non chi comincia ma quel che persevera” è il motto della nave ormai da oltre 30 anni. L’Amerigo Vespucci fu varata nel 1931, il 22 febbraio perchè quel giorno del 1522 moriva il navigatore da cui la nave prese il nome. Da allora, ha attraversato i mari di tutto il mondo e la storia d’Italia, fino a diventare uno dei simboli del tricolore. A dispetto delle leggi del mare, per esempio, per le quali i transatlantici hanno sempre la precedenza, questo non vale quando l’imbarcazione che incrociano è il Vespucci: il transatlantico spegne i motori, rinuncia alla precedenza e suona tre colpi di sirena, cioè saluta con rispetto.

vespucciGli aneddoti non si contano: nel 1968, grazie al suo comandante più celebre, Agostino Straulino, la nave-scuola lasciò i londinesi a bocca aperta quando la videro risalire il Tamigi a vela. Tradizione e futuro insieme. Mogano, frassino, legno santo e noce insieme ai diesel della Fiat; Gps e radar insieme al fischietto del nostromo che “traduce” gli ordini del comandante per le manovre, tutte eseguite a mano; le centinaia di discussioni degli appassionati su internet insieme alla “tela olona” delle vele e al “galateo” che i cadetti devono rispettare e che il sarcasmo livornese non perde l’occasione di sottolineare: “Hai perso lo sciabolino” (lo spadino dei marinai) dice provocatoriamente a chi pronuncia una volgarità la gente della città che ospita l’ ‘Universita’ del mare’. Si calcola che il Vespucci abbia percorso un milione di miglia, con 24 vele che coprono oltre 2.600 metri quadrati. E’ lungo 82 metri, largo 15, pesa 3.400 tonnellate lorde, la velocità media è di 10 nodi e l’albero di maestra è alto 54 metri.

L’attuale comandante, il 116°, è Paolo Giacomo Reale, genovese. Il Vespucci aveva anche un gemello, il “Cristoforo Colombo”: l’Italia lo cedette all’Urss perchè perse la guerra. Oggi il Vespucci ospita un equipaggio di 278 membri (tra cui 16 ufficiali e 72 sottufficiali) che, insieme agli allievi che salgono tra luglio e ottobre, formano un gruppo di 480 persone. ”Gli allievi salgono sul Vespucci come singoli – racconta Rosati – affrontano il mare per la prima volta e imparano a vivere insieme, in luoghi stretti, formando lo spirito di gruppo, fondamentale per diventare un equipaggio: ha un valore enorme affinchè le navi svolgano le attività che svolgono. Alla fine di ogni campagna addestrativa si riuniscono e decidono bandiera, nome e motto del corso. Salpano come singoli e rientrano come un solo corso”. Tra i loro bagagli le leggi del mare, ma anche della diplomazia: ”Gli uomini della Marina visitano terre lontane, hanno la prima possibilità di entrare in contatto con le autorità estere. Nel 2006 sa chi fece terminare il blocco navale israeliano in Libano? Un ammiraglio italiano”. (ANSA)

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