Marina: il Capo di stato maggiore, raggiunto il limite dei tagli. A rischio l’operatività

Binelli_MantelliIl rischio è di essere fuori dalle missioni all’estero e dal contesto internazionale. Roma, 27 set – C’è un livello al di sotto del quale non si può scendere, in materia di risorse, tagli e spending review, e ”il limite è stato raggiunto. Noi auspichiamo fortemente che il ddl delega presentato dal ministro Di Paola sia approvato rapidamente dal Parlamento e diventi operativo per poter poi intervenire in maniera sistematica sull’organizzazione, su tutta la struttura dello strumento militare, per renderlo sostenibile”. E’ quanto sottolinea all’Adnkronos l’ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, Capo di Stato Maggiore della Marina militare. ”Oggi lo strumento non è più sostenibile, l’unico modo è ridurre le spese per il personale e di destinare quello che rimane all’addestramento e alla manutenzione dei mezzi in servizio. La spending review – osserva – è un anticipo dela legge delega per quanto riguarda le forze armate, quindi non ci preoccupa più di tanto. Quello che ci preoccupa sono i tagli intervenuti dal 2004 in poi”, che hanno messo a rischio ”la capacità di gestione day by day, l’addestramento, la manutenzione dei mezzi e l’efficacia dei nostri sistemi”. ”La qualità delle forze armate va sostenuta e lo stiamo facendo con l’addestramento degli anni precedenti. Se non potremo continuare questo trend – avverte Binelli Mantelli – noi decadremo di qualità e questo ci porterà fuori dalle missioni internazionali, da qualunque contesto internazionale”.

All’orizzonte della Marina militare ci sono ”le attività antipirateria, il mantenimento dei nostri assetti in Afghanistan e in particolare le forze speciali, le attività di sorveglianza del Mediterraneo, il concorso al controllo dell’immigrazione clandestina. In una prospettiva più lunga, credo che i ruoli della Marina vadano ad aumentare, per esempio con una presenza sempre più rafforzata nell’area dell’Oceano Indiano. Il libero uso del mare – rileva l’ammiraglio Binelli Mantelli – è anche un elemento fondamentale di sostegno all’economia”. Il Capo di Stato maggiore della Marina, di ritorno dal Sud America da una missione ”nell’ambito degli scambi di cooperazione tra le Marine”, sottolinea poi l’importanza del IV Simposio delle Marine del Mediterraneo e del Mar Nero, in programma nelle prossime settimane a Venezia, che vede quest’anno la partecipazione di 40 Marine e di 50 rappresentanti di organismi internazionali. Si tratta, spiega, di ”un’attività fondamentale di cooperazione dalla quale sono scaturite molte iniziative, in particolare una comune volontà di concorrere in maniera sinergica alla sorveglianza marittima. In questi simposi – conclude Binelli Mantelli – nascono molte iniziative di cooperazione internazionale tra le Marine”.

Caccia F-35: serviranno per interagire con gli alleati e per la fondamentale capacità aeronavale

>F-35-JSF”L’Europa è un pilastro della Nato. Con l’acquisizione di una componente di F-35 a decollo corto imbarcabile sulla portaerei Cavour, noi ci poniamo in una condizione di interazione e sinergia europea. Questa capacità è importante, è chiaro che gli aerei costano ma saranno il segno di uno sviluppo di capacità che si protrarrà per i prossimi 40-50 anni”, sottolinea inoltre l’ammiraglio Binelli Mantelli, riferendosi al programma di acquisizione di 15 caccia F-35. In caso contrario, avverte, ”il rischio è quello di essere emarginati, di non avere una capacità che si perde rapidamente e si riacquisisce con molto sforzo”. ”La Primavera Araba apre prospettive non certo rassicuranti. Nella recente esperienza libica – osserva Binelli Mantelli – abbiamo visto che la presenza di capacità aeronavali, di influire dal mare sugli eventi a terra è fondamentale per il nuovo ruolo delle forze armate. E’ chiaro che per mantenere questa capacità, che è una capacità costosa ma nell’impiego è più efficace ed economica di altre tipologie, bisogna spendere risorse e mantenersi aggiornati, proprio per essere interoperabili con i nostri alleati”.

Caso Marò: i militari all’estero siano tutelati dalle leggi. Un atteggiamento negativo dell’India metterebbe in discussione il loro impiego in missione

fucilieri-india-sebUn ”atteggiamento negativo” da parte delle autorità indiane sul caso dei due marò italiani ancora trattenuti con l’accusa di avere ucciso un pescatore ”metterebbe in grave discussione l’impiego di militari all’estero”, sottolinea l’ammiraglio Binelli Mantelli. ”Io sono sicuro che li rivedremo a casa, non so esattamente quando. La dilazione nel giudizio da parte di Delhi è un segno che interpreto in maniera parzialmente positiva”, osserva. ”Dico però – aggiunge Binelli Mantelli – che certamente un atteggiamento negativo da parte dell’India metterebbe in grave discussione l’impiego di militari in missione all’estero, che devono essere tutelati dalle leggi e dal fatto che sono organi dello Stato mandati in missione per operare. Quindi i rischi che si corrono vanno gestiti dallo Stato di bandiera”. ”Non sono d’accordo quando sento dire che ci siamo dimenticati dei Marò perchè devo dire che non solo la Marina e la Difesa, ma tutto il governo è fortemente impegnato su questo problema. Credo che ci sia tutta una serie di interventi che sono stati messi in atto, in aderenza al diritto internazionale e alla convivenza pacifica tra le nazioni. E’ chiaro che non si può andare oltre certi livelli, spero che l’India sia consapevole di questo”. (Adnkronos)

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