Marina: Cavour show, l’Italia rivendica la leadership nelle missioni

cavour1Ambasciatori a bordo della “Cavour”. Al largo di Civitavecchia, 25 gen – (dell’inviato Stefano Secondino) – ”L’Italia ha una grande tradizione marinara, l’Italia costruisce grandi navi, l’Italia ha una marina militare efficiente e ben attrezzata. E anche in un momento di crisi e tagli alla difesa, il nostro paese ha gli strumenti e le capacità per giocare un ruolo di leader in missioni internazionali”. Per lanciare questo messaggio ai partner della Nato e agli altri paesi del Mediterraneo, il governo e la marina militare oggi hanno fatto le cose in grande. Hanno invitato tutti gli ambasciatori in Italia dei paesi dell’Alleanza atlantica e della sponda sud del Mediterraneo e li hanno imbarcati per una giornata sull’ammiraglia della nostra flotta, la portaerei “Cavour”, per un giro andata e ritorno da Civitavecchia. Il sottosegretario agli Esteri Staffan de Mistura e il comandante della squadra navale, prossimo capo di stato maggiore della Marina, l’ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, hanno fatto da ciceroni ai diplomatici per tutta la nave e hanno allestito per loro una spettacolare esercitazione con aerei, elicotteri e il cacciatorpediniere “Duilio”. Tutto questo per dire una cosa ben precisa. La marina militare italiana c’è, ha ottimi mezzi, personale preparato, e può fare la sua parte sullo scacchiere internazionale, in particolare su quello mediterraneo. Certo, in questo momento di crisi, tutti i paesi della Nato, dagli Stati Uniti in giù, hanno dovuto tagliare pesantemente i bilanci della difesa. Ma mezzi come la Cavour, è stato questo il messaggio del governo italiano, sono adeguati anche a questo nuovo scenario. Perchè‚ sono multiruolo, ovvero possono fare tante cose insieme, riducendo i costi.

La portaerei Cavour, 27.000 tonnellate di stazza, 500 persone di equipaggio, costruita dalla Fincantieri a La Spezia e varata nel 2006, è almeno quattro cose insieme. Una portaerei, certo, ma anche un centro comando per operazioni internazionali, una base per operazioni anfibie (militari e umanitarie), una nave ospedale. La Cavour è stata ad Haiti dopo il terremoto del 2010 e il suo ospedale (il più grande fra le navi militari europee) ha curato centinaia di persone. La nave per l’ammiraglio Binelli Mantelli “è la sintesi della varietà dei possibili usi, che ne fanno un sistema dei costi efficace”. Per il comandante della flotta militare italiana “l’Europa deve decidere cosa vuol fare da grande. Abbiamo solo due portaerei di questo tipo in Europa, la Cavour e la francese De Gaulle. Non abbiamo altra capacità”. Se l’Italia e l’Europa vogliono tutelare la propria sicurezza, è il messaggio implicito dell’ammiraglio, devono dotarsi di mezzi adeguati.

E qui si inserisce la tormentata commessa delle forze armate italiane per gli F35, i cacciabombardieri americani di ultima generazione. Servono soprattutto all’Aeronautica, ma anche la Marina ne ha prenotati 15, per sostituire i suoi Sea Harrier ormai obsoleti. In questi tempi di ristrettezze, il mega ordine è stato contestato da diversi politici. L’ammiraglio però ostenta sicurezza: “Credo che il programma andrà avanti – dice -. La versione a decollo corto (quella per le portaerei, ndr) ha avuto in questa ultima settimana il definitivo via libera”. Durante la visita degli ambasciatori, c’è stata anche una commemorazione delle vittime della Costa Concordia, con una corona d’alloro gettata in mare. In fondo, l’evento di oggi era anche una risposta del governo italiano al disastro del Giglio, soprattutto di fronte ai rappresentanti degli altri paesi. La marineria italiana è questa, era il messaggio sotto traccia: questi ufficiali e questi marinai preparati e ben attrezzati, questa nave moderna, prodotto di un’azienda italiana all’avanguardia. Staffan De Mistura, ambasciatore di lungo corso, lo ha fatto capire bene. “Molti, molti italiani hanno fatto la loro parte” dopo il naufragio della Concordia, ha detto. “Ce l’hanno ricordato gli ambasciatori. E’ stata una tragedia, ma l’Italia è molto altro. Noi lo riconosciamo, e loro anche”. Basterà a far dimenticare Schettino? (ANSA)

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