Marina, 30° Gruppo Navale: missione Mozambico tra cooperazione e solidarietà

Mozambico-firma-accordo-tecnico-CooperazioneFirmato accordo tecnico di cooperazione navale tra Italia e Mozambico. Roma, 3 feb – Il 30 gennaio a Maputo (Mozambico), presso la sede del Ministero della Difesa, è stato concluso l’accordo tecnico di Cooperazione Navale tra Italia e Mozambico.

L’accordo, firmato in occasione della dodicesima sosta del 30° Gruppo Navale impegnato nella Campagna “Sistema Paese in movimento”, ha sancito l’inizio di una attività di cooperazione tra la Marina Militare italiana e quella del Mozambico, che vede il dislocamento a Maputo del pattugliatore d’altura Comandante Borsini per circa due mesi.

A firmarlo il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio di squadra Giuseppe De Giorgi ed il Capo di Stato Maggiore della Marina Mozambicana, Rear Admiral Lazaro Menete. L’inizio di un duraturo e solido accordo – è quanto ha espresso l’Ambasciatore d’Italia in Mozambico, Roberto Vellano.

Una presenza, quella dell’unità navale italiana, mirata all’addestramento per il contrasto alla pirateria marittima, ai traffici illeciti, al controllo delle acque territoriali ed alla sicurezza della navigazione.

Il pattugliatore Borsini lascia così il 30° Gruppo Navale, che ha ripreso il mare alla volta di Città del Capo, in Sud Africa, ove arriverà il 5 febbraio, con la portaerei Cavour, la rifornitrice Etna e la fregata Bergamini.

Operation Smile e Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana insieme per donare un sorriso ai bambini del Mozambico

Il 30° Gruppo Navale della Marina Militare, inoltre, durante la sosta nel porto di Maputo, tramite il personale volontario di Operation Smile imbarcato sulla portaerei Cavour, con il supporto della Croce Rossa Italiana e del personale sanitario di bordo, ha svolto attività di assistenza umanitaria a favore dei bambini africani.

I medici hanno effettuato 40 screening e 29 interventi durante la sosta di Maputo. Dall’inizio della Missione Umanitaria con la Marina Militare iniziata lo scorso 10 gennaio a Mombasa (Kenya) un totale di 82 screening e 64 operazioni, perlopiù interventi di labiopalatoschisi, il cosiddetto “labbro leporino”, ma anche esiti cicatriziali di ustioni o traumi.

In 24 ore solitamente i pazienti vengono dimessi, ma grazie alle disponibilità logistiche della portaerei Cavour possiamo offrire loro l’opportunità di trattenersi a bordo garantendo alloggi confortevoli con colazione, pranzo e cena a titolo totalmente gratuito – è quanto afferma Maila Gatti, responsabile di Operation Smile Italia imbarcata sulla portaerei Cavour.

Ad assicurare l’assistenza post-operatoria saranno gli operatori in loco, affiancati da studenti mozambicani della facoltà di medicina.

Questa è la prima volta che Operation Smile opera in Mozambico, Paese che si aggiunge al mosaico delle oltre 60 Nazioni ove la Fondazione opera sin dal 1982, anno della sua istituzione.

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Professionalità e generosità al servizio dell’infanzia dei bambini mozambicani

Sempre durante la sosta a Maputo, dal 24 al 31 gennaio, gli equipaggi del 30° Gruppo Navale (portaerei Cavour, rifornitrice di squadra Etna, fregata Bergamini e pattugliatore Borsini), si sono offerti per contribuire alla ristrutturazione di tre istituti per l’infanzia: la Casa de Alegria delle suore di Madre Teresa di Calcutta, l’orfanotrofio Irmas Franciscanas Missionarias de Maria, nella periferia di Maputo, e l’Infantario Primeiro de Maio.

I marinai italiani, rappresentati in ogni grado ed età, hanno voluto mettere le loro professionalità ed esperienze a servizio della comunità locale, cimentandosi in pitturazioni, opere murarie, ripristino di impianti idraulici ed elettrici, sostituzione di zanzariere, ripristino di porte e finestre, sistemazione di aree ed attrezzature per il gioco, nonché ripristino di lettini in ferro battuto. Inoltre sono stati istallati nuovi ventilatori, condizionatori e boiler, oltre ad una pompa per l’estrazione dell’acqua dal sottosuolo e due frigoriferi-congelatori, lampade, plafoniere, materiali didattici, concludendo con la costruzione di un’amaca.

Le squadre lavori sono state inoltre affiancate da un team sanitario, che ha effettuato visite mediche ed ha fornito medicinali di cui vi era notevole necessità, costituito dagli ufficiali medici e dai sottoufficiali infermieri di bordo, dagli ufficiali medici del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana e dalle infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana.

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Fondazione Francesca Rava e le Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana contro la cecità evitabile donando occhiali ai bambini

A bordo di nave Etna, con il contributo dell’intero equipaggio e delle Infermiere Volontarie della C.R.I., i medici volontari della fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus hanno effettuato visite oculistiche optometriche a 547 bambini dai 3 anni in su, donando 42 occhiali assemblati al momento, curato congiuntiviti e riscontrato patologie.

Una prima visita autorefrattometrica valuta la convergenza e l’allineamento degli assi visivi – spiega Lorena Russo, optometrista volontaria – la successiva visita prevede un accertamento medico-oculistico che consente di valutare la presenza di eventuali patologie. Se in questa fase sono presenti anomalie, il paziente viene sottoposto ad esame visivo con relativa prescrizione di occhiali.

Maputo ha segnato la seconda tappa per gli interventi umanitari della fondazione Francesca Rava nell’ambito della Campagna Navale, consentendo fino ad ora di raggiungere un totale di 939 visite a favore di bambini e di donare 137 occhiali.

Non si tratta solo di interventi chirurgici e visite oculistiche, ma anche e soprattutto di donare una vita nuova a chi, molto spesso, viene emarginato – queste le considerazioni dell’ammiraglio di divisione Paolo Treu, Comandante del 30° Gruppo Navale.

Le navi del 30° Gruppo Navale, impegnate nella Campagna Il Sistema Paese in movimento, che hanno lasciato l’Italia il 13 novembre scorso, proseguiranno la navigazione per Città del Capo, in Sudafrica, dove giungeranno il prossimo 5 febbraio.

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