Mare Nostrum: il Cocer Marina perde la bussola tra i comunicati stampa

immigrati-10aprRoma, 12 giu – Due giorni fa la Marina militare celebrava la sua festa ma, a quanto si apprende, c’è stata una certa tensione tra lo Stato Maggiore e i delegati Cocer che insistevano per parlare con i due marò detenuti in India, collegati in videoconferenza.

Sembra che alla fine l’accordo sia stato raggiunto e, dopo l’uscita dei vip dalla sala allestita per l’occasione, il Cocer abbia potuto scambiare due parole con i colleghi marinai, portandogli il conforto dei tanti colleghi che non li hanno mai dimenticati e che, almeno sui social network, fanno il tifo per loro.

Al termine della videoconferenza Grnet.it riceveva un nota del Cocer Marina. Di seguito il testo:

Viva la Marina, ma anche i marinai

Il Co.Ce.R. Marina apprezza che in ogni occasione da parte dei Vertici Militari e politici ed in particolare quest’oggi festa della Marina Militare vi sia stato il costante riferimento ai nostri fucilieri Salvatore Girone e Massimiliano La Torre.

Non può però sottacersi l’assenza negli interventi delle principali problematiche che affliggono nel quotidiano il personale della Marina come per esempio il perdurare del blocco stipendiale, che lo mortifica moralmente ed economicamente.

Il Co.Ce.R. Marina nel preparare l’incontro con i propri Consigli Intermedi (il 17 e 18 p.v.) ha chiesto formalmente, la presenza dell’Autorità politica del Dicastero al fine di trovare rassicurazioni verso la soluzione di questo annoso problema. L’incontro si rende ancor più indispensabile, in considerazione che nel giorno della festa dei “Marinai”, non c’è stata l’opportunità per il Co.Ce.R. di salutare formalmente il Ministro e rappresentarle direttamente il grave disagio del personale della Marina Militare.

Tale considerazione nei confronti della Rappresentanza Militare riunita a Roma diventa ancor più importante nel rispetto di coloro che svolgono il proprio dovere per il bene della Paese, come ad esempio i fucilieri ancora trattenuti ingiustamente in India, il personale impegnato nell’operazione Mare nostrum e nel contrasto alla pirateria.

IL COCER MARINA

Una nota dai toni decisi ma tutto sommato sobria. Ma il trappolone è sempre in agguato.

Nell’edizione di ieri di “Libero”, pdf spicca un articolo che, con i soliti toni pacati, avverte: “MILITARI ALLO SBARAGLIO – Contagio da sbarco. Tbc tra i soldati di Mare Nostrum: vaccini tardivi, siamo allo sbando“.

Per fortuna l’articolo a firma Tommaso Montesano riporta le dichiarazioni del Capo di stato maggiore della Marina, ammiraglio De Giorgi: «Non abbiamo malati di Tbc. Non ci sono contagiati. Abbiamo solo otto militari che sono risultati positivi al test Mantoux», ossia la prova di screening che individua la presenza di un’infezione latente del microbatterio della tubercolosi. Insomma, gli otto marinai impegnati nell’operazione Mare Nostrum «non hanno sintomi della malattia».

Anche il ministero della Salute rassicura: «È previsto e attivo un meccanismo di sorveglianza»; ma per il noto quotidiano che, secondo Wikipedia, è diventato ufficialmente nel 2003 il supplemento dell’organo ufficiale del Movimento Monarchico Italiano (beneficiando in questo modo di 5.371.000 euro come finanziamento pubblico agli organi di partito), quelle dell’ammiraglio De Giorgi e del ministero della Salute sarebbero minimizzazioni.

Giusto per dare una parvenza di serietà ad un articolo altrimenti fin troppo allarmistico, viene riportato un virgolettato di una dichiarazione rilasciata dal maresciallo Ciavarelli, uno dei più attivi componenti del Cocer Marina: «ai fini degli opportuni riconoscimenti, non solo economici, e delle opportune tutele a favore di quei marinai che si sacrificano senza riserve». Una dichiarazione estratta da una nota stampa ricevuta anche da GrNet.it che di seguito si riporta integralmente.

«Per il proseguo dell’attività navale cosiddetta Mare Nostrum è indispensabile l’approvazione di un decreto legge alla stessa stregua delle operazioni “strade sicure”, “strade pulite” o come avviene nei casi di calamità naturali. Se il Governo ritiene che tale genere di attività debba proseguire, è indispensabile che essa si svolga con una norma anche al fine degli opportuni riconoscimenti non solo economici al personale, e delle opportune tutele a favore di qui marinai che si sacrificano senza riserve per far fronte ad una emergenza nazionale ed europea».

Niente di clamoroso, solo rivendicazioni tese ad assicurare ai militari operanti condizioni e riconoscimenti ancora non pienamente soddisfatte. Appunto, niente di clamoroso, e quindi non al livello della prosa flemmatica e posata di “Libero” che, difatti, corre subito ai ripari infilando un virgolettato al vetriolo: «le funzioni di traghettatori, complici degli scafisti. Per quello sarebbe bastato affidarsi alla Guardia costiera». Bum!

Traghettatori? Complici degli scafisti? E chi avrebbe fatto quelle dichiarazioni?

Non io, si discolpa Ciavarelli, «sono state prese da altre fonti e trascritte dal giornalista. Pertanto non possono essere addebitate alla mia persona». In effetti suonano strane quelle parole in bocca a Ciavarelli del quale conosciamo, certo, l’irruenza e la passione che mette nel suo mandato ma mai, nemmeno una volta, lo abbiamo sentito alzare i toni sopra certi limiti.

Sembrerebbero più le dichiarazioni di un ultras leghista che quelle di un marinaio, proprio come quelle che abbiamo avuto il dispiacere di ascoltare in un video di cattivo gusto diffuso dalla “Padania”, il quotidiano della Lega Nord, nel quale un giovane con un finto copricapo della Marina illustra i «servizi che fornisce lo Stato italiano a scafisti e profughi in arrivo sulla Penisola, che potranno contare sulla collaborazione delle unità navali della Marina militare».

Ma, come dicevamo, il Cocer Marina cade nel trappolone e diffonde una nota nella quale «si dissociano dalle dichiarazioni rese dal delegato CIAVARELLI Antonio alla testata “Libero Quotidiano” (in realtà la testata si chiama solo “Libero”, ndr) del 11.06.2014, da considerarsi quali dichiarazioni rilasciate a titolo personale».

In questo caso crediamo sarebbe stato meglio, molto meglio, alzare il telefono e chiamare Ciavarelli per avere qualche chiarimento, prima di prendere come Vangelo le parole di “Libero”, di cui peraltro sono conosciuti da tutti i toni non proprio misurati.

Finora infatti il Cocer Marina aveva dato prova di quella compattezza necessaria a rappresentare al meglio delle (poche) possibilità loro concesse dalla legge, le istanze di tanti marinai che svolgono con onore, disciplina e spirito di sacrificio il compito loro assegnato dal governo; ci è dispiaciuto assistere a questa diatriba a colpi di comunicati stampa, innescata peraltro da un giornale che riteniamo non pienamente meritevole della considerazione dei militari italiani e dalle cui colonne, vogliamo ricordarlo, si difende a spada tratta l’autore del blocco delle loro retribuzioni (Berlusconi).

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