Libia: il Mimbelli a Catania. La Russa: avremmo usato anche la forza

MimbelliCatania, 1 mar. – “Senza utilizzare la forza siamo riusciti a svolgere operazioni eccellenti, anche se avremmo potuto utilizzarla, se fosse stato necessario”. Lo ha detto il ministro della Difesa Ignazio La Russa, oggi a Catania per l’arrivo del cacciatorpediniere “Francesco Mimbelli” che ha portato in Italia 305 persone in fuga dalla Libia. Il ministro ha ringraziato, a nome del governo, la Marina Militare, che “ha fatto evacuare tanti cittadini italiani e non. Sono stati bravissimi”.

Forse anche navi italiane per far rispettare l’embargo

La Russa ha anche annunciato che “per il rispetto dell’embargo saranno necessarie sedici navi dislocate nel Mediterraneo e, tra queste, potrebbero esserci anche navi italiane, che potrebbero avere come base di partenza la Sicilia”.

Linea dura dell’Unione europea: ecco le sanzioni contro Gheddafi

“Il dopo Gheddafi è cominciato. Spingendosi persino oltre le indicazioni delle Nazioni Unite, – riporta Marco Zatterin su LA STAMPA – l’Ue ha decretato l’embargo sulle armi dirette alla Libia e il congelamento dei beni del leader della Jamahiriya e della sua famiglia, ai quali viene anche bloccata la possibilità di ottenere visti per entrare nel nostro continente. E’ il segnale che archivia quarant’anni di controversi rapporti con Tripoli e apre il cantiere delle future relazioni fra l’Ue, l’America, e la sponda sud del Mediterraneo. La diplomazia lavora, Obama discute nello Studio ovale col segretario Onu Ban Ki-moon la strategia umanitaria di pronto intervento senza troppe dichiarazioni, e i Ventisette a Bruxelles pensano a un vertice straordinario, da convocarsi al più presto, magari già nel corso della settimana. Gli osservatori diplomatici già delineano un duello fra Europa e Stati Uniti per mettere il nastro al pacchetto con cui si vuole spedire Gheddafi al Tribunale dell’Aia. Un questione politica, si fa notare nella capitale comunitaria, ma anche economica. “C’è in ballo il controllo del greggio libico – afferma una fonte -, è una risorsa su cui gli americani sperano da tempo di poter avere influenza”. L’Europa se ne è accorta, “ora non vuole più perdere tempo”.

Le sanzioni sono presentate come il primo passo. Il documento approvato dal Consiglio Ue prevede tre misure: l’embargo del settore delle armi e delle attrezzature antisommossa; il divieto di rilasciare i visti a 26 notabili del regime libico; il congelamento dei beni del colonnello Gheddafi, di cinque familiari e di 20 alti funzionari. Il bando entrerà in vigore non appena sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale comunitaria e potrebbe essere seguito da ulteriori misure. La Nato sta lavorando all’ipotesi di una “No fly zone” che però necessita dell’avvallo del Consiglio di sicurezza Onu. I britannici la sostengono e anche l’ambasciatrice Usa all’Onu, Susan Rice concede di considerarla “attivamente e seriamente” ma aggiunge che “è decisamente prematuro parlare di coinvolgimento militare della Nato”.

Anche altri hanno dubbi. “La questione è complessa”, assicura l’Alto rappresentante per la Politica estera Ue, Catherine Ashton. L’Italia, spiegano fonti del Consiglio, non ha ancora varcato completamente il punto del non ritorno rispetto all’ex alleato libico. Anche qui la delicatezza della questione è amplificata dalle cointeressenze finanziarie, a partire dalla presenza di Tripoli dentro Unicredit (7,58 per cento). Non è infatti per nulla chiaro se il congelamento dei beni di Gheddafi & Co. avrà effetti sulle partecipazioni finanziarie. La logica delle sanzioni – prosegue Zatterin su LA STAMPA – è fare pressione sul leader della Jamahiriya perche’ abbandoni il potere. Per questo i vincoli europei potrebbero essere stretti nelle prossime ore. Il ministero del Tesoro e la Banca d’Italia esaminano il caso.

Nell’attesa degli eventi, il tasto caldo è quello dell’aiuto di emergenza. Kristalina Georgieva ha annunciato che l’Ue ha stanziato 3 milioni e che le operazione di sostegno fervono ai confini della Libia con Tunisia ed Egitto. “L’emergenza è tutta lì per il momento”, ha detto la romena, commissaria Ue per l’Azione umanitaria. Dopo l’incontro Obama-Ban Ki-moon, insolito silenzio, con Susan Rice mandata avanti a dire, che si cerca di capire “quanto l’opposizione a Gheddafi sarà coesa”. E poi spiega che il segretario generale dell’Onu nominerà “un rappresentante di alto livello per coordinare le azioni politiche e di carattere umanitario dell’Onu in Libia”. Il presidente francese Nicolas Sarkozy e il premier britannico David Cameron hanno fatto sapere di voler un vertice straordinario per cristallizzare la posizione dell’Unione. Il presidente stabile Herman Van Rompuy è d’accordo, ma che è difficile fissare una data, anche perchè venerdì i leader di scuderia Ppe si sono già dati appuntamento a Helsinki, e una settimana più tardi si devono rivedere a Bruxelles in formato eurogruppo. Questo è un vantaggio per gli americani. Per prendere una decisione, – conclude Zatterin su LA STAMPA – non hanno bisogno di tirar fuori l’agenda”.

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