Libia, Cocer Marina: il governo dica se ci considera navi da crociera

av8b_4Roma, 9 giu – “Il personale della Marina Militare, nel silenzio che lo contraddistingue, ha sempre interpretato la vita militare come servizio alla Nazione, anche in circostanze di rischi per la propria incolumitàe al limite della sopportazione fisica. Tale si sta dimostrando l’attivita in Libia. Siffatto impegno, dopo mesi di navigazione, non trova ancora un minimo riconoscimento dal Governo neanche sotto l’aspetto economico. Stare per mesi in mare svolgendo attivita sotto l’egida NATO e ONU con ogni tipo di privazione ad oggi, risulta essere simile all’attività che svolge ii normale cittadino, al sicuro dei propri uffici”.

E’ l’incipit di una delibera approvata all’unanimità dai marinai del Cocer che rompendo il proverbiale riserbo affidano ad una nota tutto il disappunto degli equipaggi che sono impegnati da mesi davati le coste libiche.

“In occasione della festa della Marina Militare il Cocer – continua la nota – , massimo organismo di rappresentanza dei militari della Forza Armata, auspica che il Sig. Ministro della Difesa, esprima con chiarezza, se il personale che si sacrifica a rischio della propria incolumità davanti alle coste libiche, potrà avere i riconoscimenti dovuti attraverso un prossimo Decreto Legge”.

“I militari sono abituati a pensare ed agire con sincerità d’animo. Vista la considerazione fin’ora dimostrata, il Governo dica apertamente se intende considerare i nostri marinai, in attivita presso le coste Libiche, alla stessa stregua di coloro che rischiano negli altri “teatri fuori area” o considerare le nostre navi in navigazione per crociere di piacere”.

«Non si tratta di rivendicare solo un trattamento economico – aggiunge il delegato Cocer Ciavarelli -, che possa distinguere i militari dagli altri cittadini. Viceversa, si chiede con forza il riconoscimento per la situazione professionale “limite” in cui si trovano i nostri marinai e i sacrifici anche economici che sono a carico delle famiglie. Se non fosse per la ferma convinzione da parte degli equipaggi di svolgere un servizio alla nazione e alla pace fra i popoli, sarebbe quasi impossibile ottenere i grandi risultati, che in una situazione così difficile, silenziosamente si stanno conseguendo. Sicuramente tutto il personale della Marina Militare è vicino ai sacrifici quotidiani che i “marinai”, lì impiegati, stanno vivendo. Sono questi comportamenti umili e discreti, di chi vive il quotidiano in maniera grande, che ci fanno sentire orgogliosi di essere militari e italiani».

«Purtroppo lo stesso orgoglio, però, non da l’impressione che lo stia percependo chi governa – continua Ciavarelli -. Governo che ancora ad oggi non ha ritenuto urgente predisporre un decreto per questa missione internazionale. Andando di questo passo nella frenesia di tagliare tutto a tutti, si arriverà al punto di far pagare ai marinai la branda su cui dormono ed i pasti per nutrirsi quando sono in navigazione, come se fossero in una crociera di piacere» .

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