India, caso fucilieri: per gli esperti indiani ha ragione l’Italia

india-maroNew Delhi, 26 giu. – Il processo ai due marò “sta compromettendo la reputazione dell’India” quale Paese rispettoso del diritto internazionale. E’ quanto si legge in un articolo di fondo apparso su The Hindu, uno dei più importanti quotidiani del Paese asiatico. Il lungo e dettagliato articolo reca la firma di Samir Saran e Samya Chatterjee, rispettivamente vicepresidente e ricercatore della Observer Research Foundation, autorevole think-tank indiano.

In netta controtendenza con l’atteggiamento colpevolista dei media indiani, i due esperti prendono nettamente le difese dell’Italia, condannando l’operato delle autorità indiane. “I due imputati – ricordano Saran e Chatterje – non erano nè ex militari nè contractors ma marò dispiegati sulla nave italiana Enrica Lexie”. Ciò in base alla Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare, sottoscritta da 162 Paesi, fra cui Roma e New Delhi. Lo Stato del Kerala ha invece deciso di processare “due militari in servizio per atti compiuti in difesa del loro territorio”, proseguono gli analisti. Per di più, l’incidente è avvenuto “al di fuori del territorio indiano”, come si legge nello stesso fascicolo d’indagine. A giudizio di Saran e Chatterjee, dunque, in questa complessa vicenda l’India deve rispettare i suoi obblighi internazionali derivanti dall’Unclos, in base a cui “i tribunali italiani hanno unica ed esclusiva giurisdizione sulla questione”. Ecco perchè i due esperti si appellano alla Corte Suprema Indiana, ora investita del caso, chiedendo di fare chiarezza. Occorre una decisione “senza ambiguità”, concludono, altrimenti “la reputazione dell’India come Paese rispettoso del diritti internazionale rischia di essere minata”. (AGI)

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