In Italia pe le festività: i due fucilieri ringraziano le istituzioni

maro-napolitanoPolemica dai rappresentanti Cocer. Roma, 22 dic – (di Monica Ferdinandi) Sono le 12:50 di una giornata piuttosto fredda quando all’aeroporto militare di Ciampino è atterrato il volo militare che ha riportato sul suolo italiano i nostri fucileri di Marina, Massimiliano la Torre e Salvatore Girone, trattenuti da dieci mesi in India con l’accusa di aver ucciso due pescatori scambiati per pirati.

Dalle ore 10:30 i familiari, rappresentanti delle istituzioni e giornalisti hanno atteso al freddo il loro arrivo, frutto di un laborioso e faticoso lavoro di diplomazia attuato dal nostro governo. Poco prima dell’atterraggio ii familiari dei due militari, Franca sorella di La Torre e Michele padre di Girone, hanno tenuto a ringraziare pubblicamente lo Stato indiano e le istituzioni italiane per l’occasione loro concessa di riabbracciare i propri cari. Successivamente, hanno raggiunto i loro congiunti all’interno dell’aereo per quell’intimo e atteso abbraccio lontano dalle telecamere.

Dopo i saluti ai parenti i nostri militari sono scesi dall’aereo accompagnati dall’ammiraglio di squadra Luigi Binelli Mantelli e si sono offerti ai giornalisti rilasciando alcune dichiarazioni (VideoRosso Video). Visibilmente emozionati, hanno ringraziato le istituzioni e il popolo italiano per il calore e la sensibilità mostrata per la loro situazione e si sono diretti verso la delegazione di benvenuto istituzionale, formata dai ministri Di Paola e Terzi e dall’Ordinario militare.

Ciavarelli, Cocer Marina: ci hanno impedito di salutare i nostri colleghi

«Nel caso della triste vicenda dei due fucilieri di Marina, ingiustamente trattenuti in India – dichiara Antonio Ciavarelli del Cocer Marina – , i delegati tutti del Cocer Interforze hanno sempre avuto un comportamento costruttivo e solidale. Ciò è avvenuto, sia attraverso il confronto nei luoghi istituzionali come le Commissioni Difesa delle Camere, sia durante gli incontri con il Ministro della Difesa. Molti hanno espresso loro vicinanza, anche attraverso le azioni intraprese con le associazioni d’Arma. Nonostante questo ponderato comportamento, i delegati del Cocer Interforze, con molto rammarico, non sono stati ammessi all’aeroporto di Ciampino per salutare i colleghi all’arrivo».

«Addirittura a chi, come il sottoscritto, ha preso l’iniziativa di recarsi in Aeroporto, dandone notizia al Capo di Stato Maggiore della Difesa in qualità di Comandante corrispondente, è arrivato, attraverso il Presidente del Cocer di sezione, l’ordine del Capo di Stato Maggiore della Marina di non avvicinarsi all’aeroporto. Al di là di ciò, nei fatti vi è stato comunque il chiaro ordine che neanche un delegato del Cocer interforze, potesse avvicinarsi in aeroporto a stringere la mano ai colleghi a nome del personale rappresentato».

«Per dare l’idea, – si sfoga Ciavarelli – è come se un operaio di una grande azienda che superi un incidente sul lavoro, la presidenza dell’azienda stessa negasse di incontrare i segretari nazionali di CGIL, CISL e UIL di avvicinarsi al lavoratore rappresentato. Tutto ciò è incomprensibile, in considerazione del fatto che nello stesso aeroporto abbiamo accolto le “silenziose” bare dei colleghi defunti, la nostra vicinanza ai parenti è stata molto apprezzata. Questa presenza è avvenuta sempre, esprimendo correttezza e i migliori sentimenti».

«In questa circostanza – conclude Ciavarelli -, dove si pensava di fare cosa gradita nel voler cordialmente scambiare un saluto in qualità di rappresentanti Interforze si è percepita la sensazione di essere considerati dalle “Superiori Autorità” come se fossimo elementi “pericolosi”, “abusivi”, “scomodi” o “inopportuni”. Le ragioni non sono date di sapere».

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.