Immigrazione, Ciavarelli (Cocer M.M.): «subito un decreto “Mare Sicuro”»

Guardia-Costiera-lampedusaRoma, 16 feb – «Subito un decreto legge “Mare sicuro” alla stregua di “Strade Sicure”».

A proporlo è il maresciallo del Cocer Guardia Costiera – Marina Militare Antonello Ciavarelli che in una nota spiega: «Se il Governo ritiene di continuare l’operazione con i soldati per le strade,

perché al contempo non riconoscere lo status di Pubblica Sicurezza agli Ufficiali ed Agenti di Polizia Giudiziaria della Guardia Costiera e, quindi, almeno l’uso dell’arma in dotazione individuale? Il personale svolge già attività di polizia a 360° ma in forza di leggi speciali. Sono anni che ciò è chiesto con insistenza dalle Rappresentanze del personale della Guardia Costiera al fine della tutela fisica e giuridica».

«Sono onorato di essere delegato a rappresentare quei colleghi che, nel Canale di Sicilia, nonostante la presenza e la minaccia di delinquenti armati su di un barchino, hanno continuato le operazioni di soccorso a circa 50 miglia da Tripoli nella giornata del 15 febbraio».

«Aspettando la decisione del Governo sul riconoscimento di tale status, sarebbe il caso che a Lampedusa, unitamente ai medici, si imbarcassero a bordo delle Motovedette della Guardia Costiera i colleghi dei Carabinieri con i quali si condividono tante attività di polizia. I pericoli a cui si è esposti in particolare davanti le coste libiche, vanno ben oltre una minaccia armata. In considerazione che la Libia è quasi di fatto in mano a ribelli, chi ci dice che azioni terroristiche come quelle che abbiamo visto in televisione, e che ci sembrano lontane, non coinvolgano anche i nostri militari che hanno difficoltà a difendersi?».

«Sono gradite al personale le espressioni di solidarietà da parte di politici e membri del Governo – conclude Ciavarelli – , ma nei fatti non si stanziano neanche delle misere risorse economiche per aumentare uomini e mezzi. Cosa altro deve succedere perché la politica riconosca quanto richiesto da anni dalle rappresentanze dei militari, nell’interesse dei cittadini e della Nazione?».

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