Immigrazione: 119 extracomunitari soccorsi dalla Guardia costiera a largo di Pozzallo

immigrati-guardia-costiera-20-8Pozzallo (RG), 4 giu – Un barcone con a bordo 119 migranti dei quali 5 donne e 56 minori – di presunta nazionalità egiziana – è stato soccorso stamattina da due motovedette della Guardia Costiera e una della Guardia di Finanza a 20 miglia dalla costa di Pozzallo. La segnalazione era giunta alle 04.30 alla Centrale operativa di Roma dalla Capitaneria di Savona, a sua volta contattata dal Presidente della comunità egiziana di Torino, Amir Joanes, che aveva ricevuto una telefonata di richiesta d’aiuto tramite un telefono satellitare da un cittadino egiziano senza specificare dove l’unità fosse diretta.

Dalla Centrale Operativa venivano allertate le Capitanerie di Catania e Palermo che a loro volta avevano già ricevuto altre telefonate con la medesima richiesta d’aiuto. Dai tracciati telefonici veniva localizzata la zona di mare in cui presumibilmente si trovava l’unità in difficoltà sulla quale, oltre ai mezzi navali ricordati, veniva inviato anche un velivolo ATR 42 decollato dalla base aerea della Guardia costiera di Catania. Alle 06.30 l’unità in difficoltà veniva raggiunta dalle motovedette che provvedevano al trasbordo dei migranti per poi raggiungere il porto di Pozzallo dove sono in corso le pratiche di sbarco e di identificazione.

Inquinamento da Idrocarburi alla foce del fiume Gela

Sempre questa mattina, alle 08.00, la Capitanerie di porto di Gela avvisava la Centrale Operativa di Roma che dalla vicina raffineria, per cause in corso di accertamento, vi era stata una fuoriuscita, come dichiarato dai responsabili della raffineria, di circa 25 metri cubi di materiale composto dal 10% di idrocarburi e 90% d’acqua. Immediatamente veniva dirottato in zona un velivolo della Guardia Costiera già impegnato in un’altra operazione di soccorso e fatti uscire dal porto di Gela sette mezzi antinquinamento e una motovedetta della Guardia Costiera che provvedevano a circoscrivere la sostanza inquinante attraverso la posa di panne. In contemporanea veniva richiesto, per facilitare le operazioni di recupero della sostanza oleosa, una chiatta attrezzata dal vicino campo petrolifero. Attualmente l’inquinamento è sotto controllo e procedono le operazioni di recupero.

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