Immigrati: Guardia Costiera, operativi 24 ore su 24 per esodo senza precedenti

immigrati_gommonePer dare in mare una risposta di primo soccorso. Roma, 21 feb. “In questa condizione di emergenza, la prontezza operativa è la migliore risposta all’imprevedibilità e atipicità di questa vicenda, che non ha precedenti. Questo è un vero e proprio esodo”. Vittorio Alessandro, capo ufficio relazioni esterne Capitaneria di Porto-Guardia Costiera fotografa così l’emergenza immigrati, in particolare nel mare di Sicilia, legato alla “tempesta” politica che attraversa l’Africa del Nord specificando che ”gli uomini in campo a Lampedusa sono circa 60 – spiega all’ADNKRONOS- il nostro meccanismo, rivolto alla sicurezza in mare, è pronto a scattare e a essere operativo 24 ore su 24″. “La scommessa fin qui è stata affrontata con mezzi adeguati e pronta capacità di risposta. Quest’emergenza umanitaria inizia in mare – rimarca Alessandro – nel canale di Sicilia: siamo i primi a dare, proprio in mare, una risposta di primo soccorso. L’importante è essere lì e poter rispondere alle situazioni di difficoltà”. ”Per la parte aerea – sottolinea Alessandro – abbiamo un aereo Atr che consente di fare monitoraggio e verificare la presenza di eventuali barconi. Poi c’è un aereo più piccolo, Piaggio, che è stanziale a Lampedusa. Utilizziamo quando occorre elicotteri di base a Catania e sul posto contiamo sulle unità navali. In questo momento ci sono due motovedette classe 300 della Guardia Costiera, una vedetta classe 800, una vedetta classe 2.000, una motovedetta classe 200 e un pattugliatore che non è stanziale ma fa delle periodiche uscite nel canale”.

La criticità maggiore è nell’imprevedibilità degli arrivi dalla Tunisia, lontana solo 16 ore di navigazione

guardiacostiera_aereoMa ”il sistema di emergenza quando cioè c’è un soccorso, prevede – specifica Alessandro – secondo protocolli del ministero dei Trasporti, l’utilizzo di unità appartenenti ad altre amministrazioni dello Stato, quindi Marina militare e Guardia di Finanza, che dispongono di mezzi aereonavali che si aggiungono così al sistema di sicurezza in mare”. In queste ore, per Alessandro, ”la criticità maggiore è da attribuire alla imprevedibilità di questi arrivi. Dalle coste della Tunisia partono battelli e barche. Le coste tunisine distano circa 80 miglia da Lampedusa e questo tratto di mare viene coperto, a velocità media di 5 nodi, in 16 ore. In questo arco di tempo, le barche incontrano quindi microclimi diversi, per cui un mare che può presentarsi invitante visto dalla costa tunisina può invece riservare sorprese nel momento in cui si supera la linea mediana del canale, aumentando così i rischi per la sicurezza”. ”I marinai che traggono dal mare queste persone – rimarca Alessandro – conoscono cosa sia la tragedia di traversate come questa, che non si sa mai come possano concludersi. Il nostro timore – conclude Alessandro – è che possano esserci barche di cui non veniamo a sapere nulla, che sfuggono ai radar e quindi possono avere un destino tragico”. (Adnkronos)

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