Guardia Costiera, Taranto: operazione “small sea” contro la pesca di frodo. Un arresto e ammende per 3.000 euro

Motovedetta-della-Guardia-cTaranto, 2 set – Dal 1° settembre è iniziato nel Compartimento Marittimo di Taranto il fermo biologico obbligatorio e la Guardia Costiera ha maggiormente intensificato la vigilanza a tutela delle risorse biologiche marine.
Fino al 30 settembre non è consentito svolgere alcun tipo di attività professionale con pescherecci che effettuano la pesca a “strascico” e “volante”, nelle acque di giurisdizione, che iniziano a sud dal Comune di Manduria e si estendono in Basilicata fino al Comune di Rotondella.

In tale attività di costante vigilanza in mare e lungo le coste, finalizzata al contrasto delle attività illecite e della pesca di frodo, dalla serata di mercoledì e nel corso della notte di giovedì, si è svolta un’intensa operazione in Mar Piccolo con l’impiego di unità navali della Guardia Costiera, e pattuglie radiomobili, nel corso della quale sono stati sorpresi due sub in immersione muniti di bombole, che pescavano seppie di piccola taglia, attirandole mediante l’ausilio di intense fonti luminose in una rete a forma di canestro.

Dagli accertamenti svolti dai militari del Nucleo Operativo Difesa Mare, i due pescatori sono risultati privi di autorizzazione alla pesca, svolta tra l’altro, in una zona interdetta a tale attività.
A carico degli stessi sono state elevate due sanzioni amministrative per complessivi 2.000 Euro, con contestuale sequestro degli strumenti e attrezzatura da sub. Il prodotto ittico proveniente dall’attività illecita, ancora vivo è stato rigettato in mare. Nelle vicinanze è stato altresì sanzionato un pescatore sportivo che esercitava la pesca in zona vietata. Allo stesso è stata elevata una sanzione amministrativa di Euro 1.000 e sequestrata la rete lunga circa 150 metri.

Nel corso della stessa attività di vigilanza svolta lungo la costa Jonico-salentina, gli Uomini della Capitaneria di Porto di Taranto, coordinati dal Capitano di Vascello Paolo Zumbo, hanno tratto in arresto un altro pescatore di frodo, S. F. di anni 34 di Manduria, intento al prelievo di datteri di mare.
In particolare in località “Morrone” del Comune di Taranto, una pattuglia notava un sub in prossimità della scogliera ivi esistente. I militari hanno subito attirato l’attenzione della persona sospetta, il quale, dopo essersi liberato di quanto aveva addosso, occultando sia il prodotto ittico che gli “arnesi di lavoro”, è riemerso spacciandosi per un semplice pescatore sportivo. Interveniva prontamente personale militare subacqueo che a pochi metri dal punto di emersione recuperava pinza e martello, oltre ad accertare il danneggiamento della scogliera circostante. Veniva altresì rinvenuto nascosto in una buca ben occultato, un grosso barattolo di vetro contenente i datteri di mare. Il bottino dell’attività illecita è di circa 3 kg., che è stato rigettato in mare, gli attrezzi utilizzati sono stati sottoposti a sequestro.

Al soggetto, è stato contestato il danneggiamento aggravato, deturpamento di bellezze naturali e prelievo di specie ittiche protette. Il 34enne di Manduria, si è scoperto era incensurato e non rientrava tra quelli che abitualmente svolgono tale attività illecita.
L’indagato, dopo gli accertamenti di rito e su disposizioni dell’Autorità Giudiziaria, è stato tratto in arresto e condotto presso la locale Casa Circondariale, a disposizione della stessa Autorità Inquirente.
Si ritiene necessario ricordare ancora una volta che i detentori a qualsiasi titolo, compresi i consumatori finali del prodotto ittico in questione, incorrono nel reato di detenzione di specie ittica protetta, che prevede l’arresto fino ad un anno o l’ammenda fino a 3.000 Euro.

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