Guardia Costiera: prodotti ittici sotto i riflettori durante le feste

labyrinthL’attività prosegue anche a gennaio. Roma, 2 dic – La salvaguardia degli stock ittici, la tutela del consumatore ed il rispetto delle norme sulla commercializzazione dei prodotti della pesca, sia in ambito nazionale che internazionale, sono gli obiettivi dell’operazione “Labyrinth” disposta dal Comando Generale delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera nel periodo delle festività natalizie.

Più di 5.000 gli uomini coinvolti nell’operazione partita nei primi giorni del mese di dicembre e che proseguirà anche nel mese di gennaio che ha visto impegnati 300 mezzi aeronavali che hanno effettuato più di 7.600 controlli su tutto il territorio nazionale con il sequestro di oltre 120 tonnellate di prodotti ittici illegali carenti delle informazioni necessarie alla commercializzazione o in cattivo stato di conservazione, per un importo in sanzioni amministrative pari a 1.053.214 euro. L’operazione, condotta sia in mare che a terra, ha visto impegnato il personale presso i punti di sbarco, i centri di distribuzione all’ingrosso, i mercati ittici, le pescherie ed i ristoranti.

Durante i controlli lungo tutta la filiera gli uomini e le donne della Guardia Costiera hanno riscontrato illeciti che vanno dalla frode in commercio, all’immissione sul mercato di prodotti ittici sottomisura, provenienti da zone non consentite o appartenenti a specie sottoposte a restrizioni sui contingenti di cattura, fino alla mancanza di tracciabilità del pescato.

Nel napoletano in diverse operazioni condotte dal personale della Capitaneria di porto sono state sequestrate 8 tonnellate di mitili in un impianto di allevamento abusivo che ha richiesto l’impiego di personale sommozzatore per la sua rimozione. Sempre nel napoletano i militari hanno rinvenuto presso un’abitazione privata un impianto di allevamento completamente abusivo ed hanno posto sotto sequestro 1,6 tonnellate di anguille che sono state successivamente restituite al loro habitat naturale. I militati della Capitanerie di porto di Torre del Greco e di Torre Annunziata, durante le verifiche presso gli esercizi commerciali al dettaglio, hanno rinvenuto più di 750 Kg. di prodotto ittico congelato in cattivo stato di conservazione e carente delle informazioni sulla tracciabilità.

Nel trapanese durante i controlli allo sbarco sono state rinvenute a bordo di un furgone isotermico circa 3 tonnellate di tonno rosso (86 esemplari) pescati illegalmente e sprovviste di qualsivoglia documentazione di tracciabilità.

Nel milanese, durante un’attività congiunta tra i militari appartenenti ai Comandi di Genova e Venezia presso un centro all’ingrosso, sono state poste sotto sequestro 6 tonnellate di polpo indopacifico etichettato e proposto al consumatore come polpo atlantico.

A Bari, i militari della Capitaneria di porto hanno sequestrato più di 27 tonnellate di prodotto ittico vario per mancanza di tracciabilità ed una partita di polpo atlantico sottomisura durante i controlli in vari esercizi commerciali all’ingrosso. Nel tarantino, durante le verifiche disposte nell’ambito cittadino, sono stati sequestrati 950 Kg. di ostriche a bordo di un furgone. I molluschi, privi di idonea documentazione che ne attestasse la provenienza, sono stati distrutti.

Sempre nella zona pugliese, nel periodo immediatamente antecedente l’inizio dell’operazione è stata realizzata, nel porto di Santa Maria di Leuca, un’attività di contrasto alla pesca illegale del tonno rosso, coordinata dalla Direzione marittima di Bari e condotta dagli uomini della Capitaneria di porto di Gallipoli e Santa Maria di Leuca che ha portato al sequestro di 871 esemplari della pregiata specie, per 2500 Kg., tutti sotto la taglia minima di cattura.

«Nel periodo di svolgimento dell’operazione “Labyrinth”, il consumo di prodotti ittici registra un forte incremento, frutto della tradizione gastronomica nazionale, con il conseguente aumento del rischio di imbattersi in frodi a danno del cittadino – ha dichiarato l’Ammiraglio Ispettore Capo Felicio Angrisano, Comandante Generale delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera. Le nuove norme comunitarie entrate in vigore il 14 dicembre 2014, che prevedono nuove informazioni obbligatorie da fornire al consumatore finale, rappresentano un ulteriore elemento di sostegno nei confronti di chi svolge la propria attività in maniera trasparente, nel rispetto delle norme, creando i presupposti per fornire al proprio prodotto ittico quel complesso informativo che ne attesti la qualità e sostenibilità sul mercato a sostegno del prodotto locale, pescato nel mediterraneo, nella più ampia salvaguardia del prodotto “made in Italy”- “pescato mediterraneo”, molto apprezzato sulle tavole. Per questo motivo il personale delle Capitanerie di Porto, schierato in prima linea nella lotta alla contraffazione e contrasto alla “ittiopirateria”, in linea con quanto delineato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, ha messo in campo una forte attività investigativa a favore del consumatore e degli onesti produttori e pescatori. Ma la vera essenza dell’attività svolta dal personale della Guardia Costiera mira, in via prevalente, alla tutela delle specie ittiche, la cui protezione è indispensabile per rispettare il ciclo naturale e biologico di riproduzione, in grado di assicurare al mare, all’ambiente e quindi alle future generazioni quella insostituibile risorsa che è la fauna marina. In una filiera molto ampia e complessa come quella ittica, che vede coinvolti operatori tra di loro molto eterogenei, si parte dal pescatore per passare attraverso le grosse piattaforme logistiche all’ingrosso fino ad arrivare ai mercati rionali ed ai piccoli dettaglianti, gli obiettivi vengono perseguiti attraverso una continua e costante attività di formazione ed informazione rivolta a tutti, imponendo al personale deputato ai controlli una rigida fermezza nel prevenire e perseguire ogni tipo di “aggressione” a danno di tutti i soggetti coinvolti».


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