Guardia Costiera, operazione Houseboat: sequestrate 36 unità da diporto

houseboutRoma, 17 dic – E’ scattata all’alba di ieri una complessa operazione (HOUSE BOAT) di polizia giudiziaria del Nucleo Speciale Intervento (NSI) del Comando Generale del corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera e della Guardia  Costiera  Anzio nelle provincie di Latina, Roma, Salerno e Napoli con esecuzione di sequestri preventivi e perquisizioni domiciliari. L’operazione vede coinvolti un noto cantiere navale di Latina oltre alcuni imprenditori e funzionari pubblici del Comune di Roma.

Tra i reati contestati figurano la truffa, la contraffazione delle omologazioni navali con compromissione della sicurezza della navigazione.

A seguito di formale denuncia per truffa, presentata all’Ufficio Circondariale Marittimo di Anzio da un cliente  del cantiere nautico Italiana Trawler di  Latina, veniva disposta un’attività di indagine coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica  di Latina Dott.ssa Cristina Pigozzo, i cui sviluppi hanno portato ad eseguire, nella mattinata odierna,  una serie di misure cautelari (sequestri) disposte dal GIP del Tribunale di Latina Dott.ssa Coccoluto in varie località del territorio Italiano: Sorrento(NA), Agropoli (SA), Cerveteri (RM), Latina.

I beni oggetto del sequestro sono 36 unità da diporto (fra i quali ben 20 moto d’acqua e 2 houseboat, case galleggianti) per un valore complessivo di circa tre milioni di euro.

L’attività di indagine, che ha comportato  vari accertamenti tecnici, ha avuto una durata complessiva di circa 6 mesi ed è stata condotta da personale militare dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Anzio, del N.S.I. (Nucleo Speciale d’Intervento del Comando Generale delle Capitanerie di Porto  Guardia Costiera) e della Capitaneria di porto di Roma.

Durante l’attività d’indagine si è appurato che le previste etichette di conformità CE apposte sulle imbarcazioni, che certificano gli standard di sicurezza  richiesti  dalla Comunità Europea, erano false.

Il cantiere nautico in parola aveva, inoltre, prodotto e commercializzato, pubblicizzandole su alcuni  tra i più noti siti internet di  compravendita nonché esponendole  alla fiera nautica di Roma, oltre alle precitate imbarcazioni, anche un ospedale galleggiante, con tanto di sala operatoria annessa. Tra le unità commercializzate, vi sono anche imbarcazioni acquistate ed utilizzate per supporto alle operazioni di soccorso in mare da enti di rilievo nazionale.

Allo scopo di  eludere la vigente normativa in materia di conduzione di unità da diporto, erano state progettate e costruite moto d’acqua da equipaggiare successivamente (dopo la vendita) con motori fuori bordo aventi potenza inferiore agli standard minimi per i quali è previsto l’obbligo della patente nautica (si precisa che la norma impone la patenta nautica per la condotta delle moto d’acqua, a prescindere dalla potenza del motore installato).

Le attività dì indagine proseguiranno nei prossimi giorni.

Il video dell’operazione

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