Fucilieri: stampa indiana, il rifiuto di testimoniare degli altri militari ritarderà il processo

Latorre-Girone-SebNuova Delhi, 21 ago – I quattro marò italiani, a bordo dell’Enrica Lexie, insieme a Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, quando furono uccisi due marinai al largo della costa del Kerala, “hanno rifiutato di venire in India per deporre come testimoni” e questo “ritarderà ulteriormente il caso”. Lo scrive la stampa indiana, ricordando che i quattro fucilieri di marina “erano stati convocati dalla National Investigation Agency” (Nia).

“I quattro testimoni – scrivono i media locali, citando fonti ufficiali – hanno fatto sapere che non sono pronti per venire in India per deporre dopo la convocazione della Nia, che sta indagando sul caso”. In alternativa, la stampa indiana ricorda la proposta da parte italiana di una videoconferenza o di fare venire in Italia una squadra della Nia per interrogarli o, ancora, di inviare delle domande scritte cui rispondere. Ma, si legge, per gli investigatori della Nia nessuna di queste proposte è accettabile, perchè l’Italia è tenuta a cooperare con l’India, come da accordi tra Roma e Nuova Delhi. Il ministero dell’Interno, hanno precisato le fonti, ha chiesto il parere del ministero di Giustizia sul corso futuro delle azioni. Il rifiuto dei testimoni italiani di venire in India, scrive Ndtv, è destinato a ritardare il processo contro Latorre e Girone.

Ministro degli Esteri indiano: possibile soluzione giuridica

Intanto Salman Khurshid, il ministro degli Esteri indiano, è convinto che «il sistema legale indiano troverà una soluzione alla vicenda dei due marò italiani accusati per la morte di due pescatori indiani». «Non siamo di fronte ad alcun rifiuto» dell’Italia di presentare gli altri quattro fucilieri della Marina che erano a bordo della Enrica Lexie, e che la polizia ha chiesto di interrogare come testimoni dell’episodio», ha precisato Khurshid, citato dal “The Asian Age”. «Una via d’uscita legittima e ammissibile sarà trovata e la cosa migliore è lasciare lavorare gli esperti legali su questa questione», ha spiegato.

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