Fucilieri, l’India insiste: interrogatorio degli altri 4 militari va fatto qui

Latorre-Girone-SebNew Delhi, 5 set – Il nodo dell’interrogatorio da parte della polizia indiana (Nia) dei quattro fucilieri di Marina che con Massimiliano Latorre e Salvatore Girone formavano il team di sicurezza a bordo della Enrica Lexie, pare non ancora risolto e vi sarebbe propensione a New Delhi ad insistere sul fatto che essi vengano in India per rispondere alle domande degli inquirenti che indagano sulla morte di due pescatori indiani il 15 febbraio 2012 al largo del Kerala.

Lo scrive oggi l’agenzia di stampa statale Pti.

Ma interrogato dall’ANSA, l’ambasciatore d’Italia a New Delhi, Daniele Mancini ha assicurato che ”all’ambasciata non risulta nessuna nuova comunicazione riguardante questo specifico aspetto”. La testimonianza dei quattro (Renato Voglino, Massimo Andronico, Antonio Fontana e Alessandro Conte) è l’ultimo ostacolo prima della chiusura delle indagini, ed al riguardo l’Italia ha reso noto l’impossibilità, per ragioni di varia natura, per essi di recarsi in India, offrendo ipotesi alternative, come una missione della Nia a Roma, una videoconferenza od un sistema di domande e risposte scritte. Alcune settimane fa il ministro degli Esteri indiano Salman Khurshid aveva indicato che ”una soluzione era stata trovata” ma che preferiva farla annunciare dagli organismi giuridici deputati a farlo. Da allora, però, non vi sono state più novità. Oggi la Pti ha riaperto la questione sostenendo, senza citare specifiche fonti, che ”al momento il ministero dell’Interno e la Nia stanno valutando varie opzioni, ma il punto di vista ampiamente prevalente è che i quattro marò in quanto testimoni devono venire a testimoniare nel processo”. ”Il rifiuto dei testimoni italiani a venire in India – avverte infine l’agenzia – avrà come effetto quello di ritardare l’apertura del processo contro i due marò”. (ANSA)

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