Fucilieri: Latorre e Girone domani rientrano in India

Latorre-e-GironeGaranzia da parte di New Delhi che non sarà applicata loro la pena di morte. Roma, 21 mar – Oggi il presidente del Consiglio Mario Monti, insieme al ministro della Difesa Giampaolo Di Paola e al sottosegretario agli Esteri Steffan de Mistura, ha incontrato i fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, per valutare congiuntamente – si legge nel comunicato di palazzo Chigi – la posizione italiana e i risultati delle discussioni avvenute tra le autorità italiane e quelle indiane. La posizione del governo era stata definita in mattinata in un’apposita riunione del Cisr (Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica) presieduta dal presidente Monti, alla quale hanno partecipato i ministri degli Affari Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata, dell’Interno Anna Maria Cancellieri, della Giustizia Paola Severino, della Difesa Giampaolo Di Paola, dell’Economia e Finanze Vittorio Grilli, dello Sviluppo Economico Corrado Passera, i sottosegretari Antonio Catricalà e Gianni De Gennaro.

Sulla base delle decisioni assunte dal Cisr, “il governo italiano – conclude la nota – ha richiesto e ottenuto dalle autorità indiane l’assicurazione scritta riguardo al trattamento che sarà riservato ai fucilieri di Marina e alla tutela dei loro diritti fondamentali. Alla luce delle ampie assicurazioni ricevute, il governo ha ritenuto l’opportunità, anche nell’interesse dei Fucilieri di Marina, di mantenere l’impegno preso in occasione del permesso per partecipare al voto, del ritorno in India entro il 22 marzo. I Fucilieri di Marina hanno aderito a tale valutazione”.

”Non possiamo e non vogliamo dire niente. E’ una cosa troppo grande”, hanno dichiarato i familiari del maresciallo Massimiliano Latorre-

I marò quindi tornano stasera stessa in India. Con la garanzia da parte di New Delhi che non sarà applicata loro la pena di morte e che i due fucilieri di Marina potranno stare nell’ambasciata italiana. Dopo settimane di duro braccio di ferro con l’India, la svolta della linea italiana sulla vicenda dei due militari – che Roma non voleva far rientrare in India dopo la decisione annunciata l’11 marzo – arriva in serata a meno di 24 ore dalla scadenza del permesso di quattro settimane concesso dalla Corte suprema indiana.

Oltre alle conseguenze diplomatiche e di immagine del Paese, hanno pesato, riferiscono alcune fonti, anche gli ingenti interessi commerciali in ballo tra i due Paesi. Ma il governo è finito nel mirino delle polemiche durissime del centrodestra, che parla di ”ritorno all’Italietta” e di ”patria infangata” da un esecutivo di ”imbelli”.

La formula della ”tutela dei loro diritti fondamentali” viene spiegata dal sottosegretario agli Esteri Staffan De Mistura, che assieme al premier Mario Monti e al ministro della Difesa Giampaolo Di Paola aveva incontrato poco prima Latorre e Girone per comunicare loro la ”difficile” decisione. New Delhi, in sostanza, ha fornito garanzie scritte che non sarà applicata la pena capitale ai militari in caso di eventuale condanna per la morte dei due pescatori indiani di cui sono accusati; e che Latorre e Girone potranno risiedere nell’ambasciata italiana, dove avranno ”piena libertà di movimento”: ”Potranno anche andare al ristorante se vogliono”, ha aggiunto il sottosegretario, che accompagnerà personalmente i marò in India. “La parola data da un italiano è sacra: noi avevamo solo sospeso” il loro rientro “in attesa che New Delhi garantisse alcune condizioni”, ha spiegato ancora. La notizia del ritorno dei due marò in India è “un bene per entrambi i Paesi”, è stata la prima reazione all’ANSA del ministro degli Esteri indiano Salman Khurshid.

Mentre il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha espresso ”l’apprezzamento per il senso di responsabilità con cui i due marò hanno accolto la decisione del Governo, augurandosi un sollecito, corretto riconoscimento delle loro ragioni”. L’auspicio dell’Italia resta comunque quello di un arbitrato internazionale, ”che i militari vengano giudicati a casa loro e che – ha detto De Mistura – tutto venga risolto rapidamente”. Il sottosegretario oggi ha avuto contatti intensi con le autorità indiane compiendo anche una visita all’ambasciata indiana a Roma. In giornata, prima dell’annuncio di Palazzo Chigi, era stato il ministro della Giustizia indiano Ashwani Kumar a ricordare che era rimasto un giorno solo per risolvere lo scontro diplomatico ed evitare l’oltraggio alla Suprema Corte indiana. Nei giorni scorsi si era registrata invece la discesa in campo del premier Manmohan Singh – che aveva parlato di ”gesto inaccettabile” – e della stessa italianissima Sonia Gandhi, che aveva avvertito Roma di ”non sottovalutare l’India”.

La battaglia tra Roma e New Delhi aveva finito per coinvolgere direttamente anche l’ambasciatore italiano a New Delhi Daniele Mancini cui – con un atto senza precedenti – la Corte suprema indiana aveva deciso di limitare l’immunità diplomatica, vietandogli di lasciare il Paese dopo il mancato rispetto della dichiarazione giurata da lui stesso firmata in occasione della concessione del permesso ai due militari.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.