Fucilieri, dalla rete sale la protesta: ora non facciamoli tornare in India

fucilieri-indiaRoma, 20 dic – “L’Italia non rispetti gli impegni presi”. E’ questa la provocazione che prende piede sul web alla notizia della “licenza” natalizia concessa ai marò italiani. Dopo che l’Alta Corte del Kerala ha concesso ai militari di trascorrere due settimane di licenza in Italiaper le festività natalizie, sul web sono in molti a esprimere soddisfazione per la notizia.

Ma per tanti utenti dei social network due settimane non sono sufficienti. Su Facebook e Twitter crescono infatti gli inviti al nostro Governo a non permettere che, trascorse le due settimane, i marò ritornino in India per sottoporsi al processo. “Ho capito la diplomazia, però l’India ci ha preso in giro per 10 mesi. Ora prendiamola in giro noi. I Marò stiano in Italia”, scrive un utente di Twitter. Ma non è il solo: “Se fossimo un paese con gli attributi adesso i marò non li riconsegneremmo più alle autorità indiane, poche storie. Ma invece…”. Ancora: “Col cavolo che i Marò li farei tornare in India a sto punto. Veniteveli a riprendere”, oppure “I due Marò non li vogliamo a casa per Natale, i due Marò devono restare nella loro casa per tutta la vita”. C’è anche chi ironizza sui soldi che l’Italia ha versato all’India a titolo di garanzia. “Pagata cauzione di 800mila euro per i due marò in India. Passeranno a casa le vacanze di Natale: le più care di sempre”, scrive un utente della rete. Oppure: “l’Italia paga 800mila euro e l’India manda i Marò a casa per due settimane. Calcolare quanto costa la liberazione definitiva”, suggerisce un altro. Infine c’è chi va oltre l’aspetto economico: “I nostri marò non dovranno tornare in India finita la licenza. Che indiani si tengano pure i soldi!!!”.

Giorgio Napolitano esprime soddisfazione per il rientro temporaneo dei due marò italiani detenuti in India per trascorrere il Natale con i familiari, ma richiama tutti al rispetto degli accordi. Il presidente della Repubblica, nel suo intervento alla IX Conferenza degli ambasciatori italiani nel mondo, annuncia che questo pomeriggio al Comando operativo interforze si collegherà anche con i due marò, ”contando che al loro rientro in India secondo gli accordi, potranno finalmente succedere decisioni della Suprema Corte indiana perchè rientrino finalmente in patria per essere sottoposti alla giustizia italiana. Sarà quello – aggiunge il capo dello Stato – il coronamento degli sforzi della nostra diplomazia, degli appelli dell’opinione pubblica e della solidarietà di molti amici e alleati”.<

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone restano però inavvicinabili, al punto che nell’hotel dove si ritiene che risiedano in libertà dietro cauzione a Fort Kochi, il personale di servizio dice semplicemente che ”non sono più qui”. Fonti della delegazione italiana hanno garbatamente respinto una richiesta di intervista, spiegando che ”il momento è delicato”.

Di Paola: è un giorno di festa

”Massimliano Latorre e Salvatore Girone tra poche ore torneranno in Italia. Saranno ore lunghissime; le più lunghe di tutti questi dieci mesi. Saranno in licenza per festeggiare la più importante delle feste religiose per un cattolico, il Natale. E lo potranno fare avvolti dal calore delle loro famiglie. Il governo, tutto il governo, si è battuto per questo risultato. E c’è riuscito. Oggi è un giorno di festa”. Lo sottolinea il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola. ”Domenica scorsa ero con loro a Kochi. Li avevo visti sereni. Sereni come sanno essere solo chi crede nella giustizia. Avevano ragione. La magistratura del Kerala – continua Di Paola – ha premiato la grande umanità di cui è capace il popolo indiano. Ed ora sono fiducioso che la Corte Suprema di New Delhi, alla riapertura dopo le feste, sappia concedere la giurisdizione sul caso all’Italia; ed in tal modo, riconoscere le regole del diritto internazionale”.

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