Fucilieri: contatti in corso Italia-India per una soluzione

latorre-girone-moltiIl ministro Fornero teme rischi per le imprese ma New Delhi frena sulla linea dura. New Delhi, 16 mar (di Maurizio Salvi) – Sembra aprirsi qualche spiraglio nel muro contro muro che vede contrapposte Italia e India sulla vicenda dei marò. Dopo il fragore generato dall’improvvisa decisione italiana di trattenere i militari in Italia e dalla stizzita reazione delle istituzioni indiane, i toni oggi si sono visibilmente abbassati.

”Sono in corso colloqui tra Italia e India e dobbiamo vedere come vanno”, ha riferito a Bruxelles l’Alto Rappresentante della politica estera comunitaria, Catherine Ashton, auspicando che per la crisi si trovi ”una soluzione reciprocamente accettabile attraverso il negoziato”. E che dopo l’ira e le minacce la diplomazia sia tornata a lavoro lo dimostrano le nuove dichiarazioni improntate alla cautela del ministro degli Esteri indiano Salman Khurshid il quale – forse alludendo alle parole della Ashton – ha avvertito che ”le decisioni non possono essere prese nel vuoto, bisogna guardare a tutte le implicazioni, all’intensità delle relazioni del passato e all’atteggiamento degli altri Paesi”. Insomma, ha tagliato corto in un’intervista televisiva, la linea dura comporterebbe ”sacrifici” anche per New Delhi. In serata, all’ANSA che ha cercato una conferma sul riavvio di un dialogo bilaterale, Khurshid ha risposto sinteticamente: ”Speriamo per il meglio”. Ieri sera d’altra parte il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha riunito i ministri coinvolti nella crisi (Esteri, Difesa e Giustizia) per rendere noto che ”il Governo italiano si sta adoperando per una composizione amichevole con l’India sulla base del diritto internazionale, come auspicato anche dal Segretario Generale dell’Onu Ban Ki moon”.

Insomma, qualcosa sembra muoversi, anche se il tempo stringe: lunedì si svolgerà infatti un’udienza a New Delhi in cui la Corte Suprema riceverà le argomentazioni dell’ambasciatore Daniele Mancini sulla decisione della Repubblica italiana di non rispettare l’impegno di rimandare i marò a New Delhi entro il 22 marzo, al termine cioè del periodo loro concesso per votare ed incontrare i parenti. In Italia oggi il silenzio sulla vicenda è stato rotto dal ministro del Lavoro, Elsa Fornero, che ha manifestato i timori per il protrarsi del braccio di ferro. Esso, ha detto all’ANSA, ”può avere ripercussioni sulle nostre imprese. Mi auguro che si chiami un arbitrato internazionale e si vada verso una soluzione di tipo cooperativo. Tirare la corda da una parte o dall’altra non va bene”.

India-Outlook1Gli analisti a New Delhi tuttavia sottolineano che essendo l’India un Paese che fa dei principi una questione vitale, lo ”schiaffo alla Corte Suprema” (come molti giornali hanno sintetizzato la decisione dell’Italia) non è sanabile con la semplice offerta di un arbitrato internazionale, ma richiede ”un gesto forte” da parte italiana. Questo clima e questa ferita inferta all’orgoglio e all’onore indiano sono riassunte oggi nelle dieci durissime pagine dedicate alla vicenda dal settimanale “Outlook” ed introdotte da una copertina di color rosso intenso su cui troneggiano Massimiliano Latorre e Salvatore Girone barrati dalla scritta “Basta!”. Nel pezzo portante firmato all’interno, e titolato in italiano “Abuso di fiducia”, Pranay Sharma sospetta che vi sia un ”disegno più sinistro e un collegamento fra la decisione italiana (di trattenere i marò) e l’annuncio del ministro della Difesa indiano A.K Antony di sospendere il grosso affare degli elicotteri” AgustaWestland destinati all’aeronautica militare indiana e su cui è stata aperta un’inchiesta. (ANSA)

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