Fucilieri: Cocer Marina scrive a Latorre e Girone

marina-fiocco-gialloIl governo faccia valere le ragioni dell’Italia. Roma, 3 apr – “E’ impossibile che il futuro governo, il Parlamento, il Paese tutto non siano in grado di far valere le ragioni della vostra innocenza, quelle del diritto internazionale e la credibilità dell’Italia nel mondo”. E’ quanto scrive il Cocer della Marina militare nella lettera indirizzata ai due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, sotto processo in India.

“Nei giorni scorsi abbiamo personalmente assistito alle sedute della Camera dei Deputati sulla triste vicenda che vi vede coinvolti – scrive il Cocer – Avremmo voluto che l’unità e la coesione che avete richiesto fosse stata ascoltata; avremmo voluto che la politica avesse espresso idee concrete su come risolvere rapidamente la vostra situazione; avremmo voluto che dai banchi del Parlamento fossero risuonate chiare e forti parole di rassicurazione a tutela di tutti i colleghi che operano al servizio della Patria; avremmo voluto che i vostri familiari non fossero rimasti così preoccupati e delusi; avremmo voluto che avessero sentito a chiare parole che il vostro destino è in mani sicure di persone ragionevoli e capaci di coinvolgere anche la politica internazionale. Tutto ciò non è stato ma, ne siamo certi, sarà”.

Per il Cocer della Marina, infatti, “è impossibile che il futuro governo, il Parlamento, il Paese tutto non siano in grado di far valere le ragioni della vostra innocenza, quelle del diritto internazionale e la credibilità dell’Italia nel mondo. State comunque sereni: noi tutti faremo ogni possibile azione affinchè non si spengano i riflettori sulla vostra vicenda e che la stessa giunga a buon fine. Sappiate – conclude la lettera ai due marò – che, se sarà necessario, faremo appello al Presidente della Repubblica, capo supremo delle forze armate”.

Ammiraglio Lertora: luci spente a Roma accendano la giustizia in India

colosseo--maroLa manifestazione di solidarietà ai marò italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, questa sera a Roma, con lo spegnimento delle luci del Colosseo e dei Fori imperiali, “ha un significato anche simbolico, quello dell’oscurantismo più completo che ha coperto questa vicenda, non rispettando le leggi internazionali nè l’immunità speciale che i due fucilieri hanno ma che non è stata loro riconosciuta dagli indiani nè fatta valere dai nostri governanti”.

Lo allerma l’Ammiraglio Giuseppe Lertora, fino al 2009 a capo della Squadra Navale italiana, augurandosi che “lo spegnimento delle luci possa illuminare le menti e accendere il rispetto delle leggi in India”. L’Ammiraglio ribadisce che “ogni manifestazione di vicinanza e di supporto morale, e non solo, verso Massimiliano e Salvatore è ben accetta e assolutamente doverosa”. Ricordando di “aver avuto i due marò alle sue dipendenze, essendo a capo della Squadra da cui dipende il Battaglione San Marco”, aggiunge “sono militari di grande rispetto e professionalità, ai quali va fatto tanto di cappello”. “Io stesso – riferisce – ho avviato una petizione rivolta al Presidente della Repubblica, che in quanto Capo supremo delle forze armate, a maggior ragione, dovrebbe tutelare i propri membri, i propri figli e dei servitori dello Stato. Da parte mia sto spingendo perchè le massime cariche dello Stato, intervengano affinchè il tribunale indiano ad hoc sia il più equo possibile e con persone assolutamente imparziali, cosa che al momento non intravedo visto che ci si è dimenticati del problema della giurisdizione.”. “Mi auguro dunque che la manifestazione di questa sera – conclude – sia un segnale che venga recepito dagli indiani. Non ci credo molto ma lo spero. Spero davvero che si torni al rispetto delle norme da parte dell’India per i due fucilieri che sono militari esemplari e innocenti fino a prova contraria. Prova che, sono certo, non ci sarà”.

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