Fucilieri, Cocer Marina: bella giornata per tutti. Accame: rispettare la parola data

fucilieri-dipaolaRoma, 12 mar – Il Cocer della Marina militare accoglie con «piena soddisfazione la decisione del Governo di “trattenere” in Italia gli amici e colleghi Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Oggi, per i marinai d’Italia, è una bella giornata». «Convinti della loro piena innocenza e forti delle norme del Diritto internazionale, auspichiamo – si legge in una nota dell’organismo di rappresentanza – che la vicenda abbia rapida, piena e positiva conclusione anche in ambito giudiziario». «Il silenzioso e diuturno impegno degli uomini e donne della Marina per la tutela della pace, della libertà di navigazione e degli interessi nazionali nelle acque italiane e nei mari del mondo – scrive il Cocer – sono un valore su cui il Paese può e potrà sempre contare. La loro professionalità, il loro spirito di servizio alla Nazione, una garanzia. Questa triste vicenda – conclude il Consiglio di rappresentanza – deve essere esperienza utile affinchè al personale impiegato all’estero sia garantita ancora maggiore tutela fisica e giuridica».

Accame (ANAVAFAF), bisogna rispettare la parola data

«E’ auspicabile che il Capo dello Stato, che è anche il Capo delle Forze Armate, faccia rispettare la parola data». Lo sostiene in una nota Falco Accame, presidente di Anavafaf e del Comitato Seagull, sulla vicenda dei due marò pugliesi. «I due marò – scrive Accame – sono stati impiegati in compiti di polizia marittima a cui non sono affatto addestrati e che comunque non competono al Reggimento S.Marco che è addestrato a operazioni di sbarco. Questo personale semplicemente non avrebbe dovuto essere stato imbarcato (tra l’altro senza che fosse chiarito chi avrebbe dovuto impartirgli degli ordini)». «I compiti di polizia marittima in ambito militare – aggiunge – sono affidati a reparti marittimi dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e, in casi eccezionali, ai Nocs e altri Nuclei Speciali. Questo personale sa distinguere un traballante peschereccio da una lancia d’assalto. E questo errore purtroppo è avvenuto e due poveri naviganti indiani sono stati uccisi». Inoltre, «i marò sono stati “affittati” dall’armatore al posto di “contractors civili” che però comportavano molte maggiori spese». «Se l’India aveva magnanimamente concesso, previo ovviamente l’impegno al ritorno, ai due marò di recarsi in Italia per il voto, l’Italia – conclude Accame – doveva rispettare l’impegno». «Quanto al fatto se l’evento sia accaduto o meno in campo internazionale, secondo i dati GPS indiani, la Lexis si trovava – sottolinea Accame – a 22 miglia dalla costa e quindi non in acque internazionali (30 miglia), bensì entro le 24 miglia comprendenti 12 miglia di acque territoriali e 12 miglia di estensione». «E’ in base a questa situazione – conclude – che l’India aveva potuto ordinare l’entrata in porto della nave ed è perciò che l’armatore non poteva che obbedire. Ma stranamente la scatola nera della Lexis è sparita. Dovremmo indagare il perchè». (Ansa)

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