Crisi marò, Cocer Marina: dubbi sul comportamento dei comandanti di mercantili italiani

nave-italiana-indiaRoma, 21 feb – Il Consiglio centrale di Rappresentanza (Cocer) della Marina militare, dichiara di sentirsi “fiduciosi nel Diritto internazionale e certi che anche la democrazia indiana sarà rispettosa dei trattati che regolano la libera navigazione”.

E’ quanto si legge in una nota diramata oggi.

Mentre il Cocer Marina si dice certo della “professionalità e dell’addestramento dei Fucilieri del San Marco”, per contro esprime dubbi sull’operato dei “comandanti delle navi mercantili”.

«I militari italiani in generale ed in particolare quelli del “Reggimento”, sono uomini altamente addestrati e formati in maniera mirata per le operazioni in cui sono impiegati. Ma soprattutto sono educati in maniera molto rigorosa sotto l’aspetto morale. Per di più i due Sottufficiali godono di un curriculum di alto spessore tecnico, ma anche umano, che porta senza dubbio ad escludere qualsiasi azione dolosa da parte loro» dichiara il maresciallo Ciavarelli del Cocer Marina.

«L’attività che si svolge sulle navi mercantili- spiega Ciavarelli – , discende da una legge dello Stato Italiano, da accordi internazionali per la lotta alla pirateria e da precise regole di ingaggio. Quindi i militari, in quanto organo dello Stato, sono legalmente riconosciuti e, come tali, soggetti ad immunità giurisdizionali in modo assoluto rispetto alle autorità straniere. Quindi, qualunque azione condotta dalle autorità indiane, dovrebbe almeno essere fatta in accordo con il governo italiano. Infatti l’evento è accaduto in acque internazionali, dove vi è la piena giurisdizione dello stato di bandiera, in questo caso, italiana».

«Si percepisce in queste ore una particolare unicità di sentimenti – continua Ciavarelli -, in tutta la Forza Armata. Marina militare che si trova a svolgere una rigorosa azione diplomatica, anche attraverso la sua attività di comunicazione. Siamo uniti a quei colleghi che sono in India che, come tutti i militari italiani, sono sempre stati abituati a dare tutto se stessi per il bene della convivenza».

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.