CORAZZATA ROMA:AMM.LA ROSA,E’UN SACRARIO E NON SI TOCCA

corazzata_roma298 Forse vicini alla localizzazione del relitto più ricercato del mediterraneo (di Vincenzo Sinapi) – ROMA, 16 SET – La corazzata Roma, gioiello della Regia Marina, affondata il 9 settembre 1943 dalle bombe tedesche con il suo equipaggio di 1.393 uomini , forse sta per essere ritrovata. Una missione scientifica spera di averla localizzata e a breve dara’ il via alla fase finale delle ricerche. Ma per la Marina militare non e’ fondamentale scoprire il punto esatto dove si trova: ‘per noi quella nave e’ un sacrario e resta dov’e’, non si tocca’, dice il capo di Stato maggiore della Forza armata, l’ammiraglio Paolo La Rosa.
Quello del Roma e’ forse il relitto piu’ ‘gettonato’ del Mediterraneo. L’area dove la nave e’ colata a picco – in soli 12 minuti, colpita dai bombardieri tedeschi nelle ore di caos che hanno seguito l’armistizio – e’ gia’ nota da tempo: e’ il tratto di mare compreso tra l’estremita’ settentrionale dell’Asinara e le Bocche di Bonifacio, al largo di Castelsardo. Un tratto di mare comunque piuttosto ampio, caratterizzato da fondali profondi e da canyon che rendono difficili le ricerche e incerta l’interpretazione dei ‘segnali’ captati dai sonar. Per questo le numerose campagne condotte negli ultimi anni – anche con navi dotate di strumentazioni sofisticate, minisottomarini e veicoli subacquei filoguidati – hanno dato sempre esito negativo.
Novita’ potrebbero pero’ arrivare dall’ultima attivita’ di ricerca, di cui e’ capofila il documentarista Francesco Scavelli. Il team di esperti, esaminando rari documenti ed incrociando una serie di dati, ritiene di aver ricostruito la rotta precisa percorsa quel giorno dalla formazione delle Forze Navali da Battaglia della Regia Marina. In questo modo e’ stato gia’ identificato il relitto del cacciatorpediniere Da Noli, che accompagnava la corazzata Roma nella sua ultima tragica traversata. Ulteriori ricerche hanno poi evidenziato nello stesso tratto di mare una forte anomalia magnetica, denominata ‘punto bizzarro’, che potrebbe essere proprio una parte della nave ammiraglia. Tra qualche giorno, forse il 20 settembre, il gruppo di ricercatori salpera’ con un particolare battello proprio per verificare se quel ‘segnale’ proviene dal Roma.
La Marina militare, come ha confermato oggi il capo di Stato maggiore, ‘segue con attenzione’ questa attivita’ di ricerca, anche con propri ufficiali sul posto, ‘con la consapevolezza pero’ – precisa l’amm. La Rosa – che ogni nave affondata e’ un sacrario e che il mare e’ il luogo migliore dove i nostri eroi possono riposare. Una nave affondata – ribadisce – e’ lo scrigno della gloria: la’ devono restare i nostri caduti e non devono essere disturbati’. Secondo La Rosa, ‘c’e’ un interesse generale a conoscere il luogo esatto dell’affondamento e noi seguiamo la ricerca, siamo vicini a chi la sta svolgendo; tutt’altro fatto – conclude – e’ il rispetto di questi sacrari, che non e’ in discussione’.
L’affondamento della corazzata Roma e’ una delle pagine piu’ tristi della seconda guerra mondiale. Il 9 settembre, il giorno successivo alla firma dell’armistizio, la flotta della Regia Marina, al comando dell’ammiraglio Carlo Bergamini, fece rotta dalla Spezia verso le basi alleate del Mediterraneo orientale.
Giunta in prossimita’ dell’isola dell’Asinara, fu attaccata da 15 bombardieri tedeschi, con un nuovo tipo di bombe-razzo radiocomandate (FX-1400) e sganciate da grande altezza. La corazzata ammiraglia della Regia Marina e i due cacciatorpediniere ‘Da Noli’ e ‘Vivaldi’ colarono a picco. (ANSA).

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