Contratto Comparto Difesa: il Cocer Marina “vara” la propria “piattaforma normativa”, superare il forfettario

Roma, 15 dic – “Dopo otto anni il Governo ha riaperto il confronto fra le parti, necessario per avviare il naturale processo della politica dei redditi del personale dipendente dalle P.A.. E’ un momento importante sia per rispondere alle aspettative del personale, sia per migliorare l’efficienza dell’organizzazione militare di appartenenza, anche alla luce della riduzione degli organici contenuta nella Legge 244/2010 e dal nuovo modello di Difesa previsto dal Libro Bianco. La scelta di ridurre le quantità di operatori deve sicuramente consigliare la necessità di promuoverne la qualità, il loro coinvolgimento e la loro retribuzione”.

E’ l’incipit della delibera 199/XI redatta il 14 dicembre 2017, all’interno della quale i Rappresentanti militari della Marina presantano un corposo – ed innovativo – documento che, nelle intenzioni dei proponenti, dovrà essere la “Piattaforma normativa per il personale della Marina Militare” relativa alla “Stagione Contrattuale 2016-2018“.

“Nella considerazione che le esigue risorse oggi postate per affrontaree l’area concertativa economica non consentono di ristorare le legittime aspettative degli appartenenti alla F.A. – si legge -, è necessario rivisitare le norme afferenti il trattamento economico accessorio nella speranza di attualizzare le retribuzioni al reale costo della vita, al perseguimento dell’equiordinazione con le Forze di Polizia ed al riconoscimento sostanziale della atipicità d’impiego della professione militare”.

“La priorità d’intervento spetta, indubbiamente, al superamento concettuale del pagamento forfettizzato dell’attività lavorativa, nell’ambito della più ampia revisione dell’area retributiva. Sono stati tuttavia analizzati e fatti oggetto di proposte una pluralità di argomenti che sono individuati per aree tematiche, per ognuno dei quali è stato dato un cenno di spiegazione e avanzata una proposta che non ha carattere di novellato”.

AREA RETRIBUTIVA

“La delibera contiene un paragrafo con le proposte volte al pieno riconoscimento economico dell’attività lavorativa, all’aggiornamento retributivo di alcune indennità esistenti e alla creazione di nuove fattispecie per attività emergenti svolte dal personale delle Forza Armata.

Superamento del pagamento forfettizzato dell’attività lavorativa

L’art. 3 della Legge 86/2001, stabiliva “Il personale dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica impegnato in esercitazioni od in operazioni militari caratterizzate da particolari condizioni di impiego prolungato e continuativo oltre il normale orario di lavoro, non è assoggettato, durante i predetti periodi di impiego, alle vigenti disposizioni in materia di orario di lavoro ed ai connessi istituti, a condizione che le predette attività si protraggano senza soluzione di continuità per almeno quarantotto ore”.

In attuazione a tale articolo di Legge, a decorrere dal l gennaio 2003, fu così istituito il compenso forfettario d’impiego (CFI) nelle misure giornaliere stabilite da apposita tabella, da corrispondere in sostituzione agli istituti connessi con l’orario di lavoro, il cui importo medio ancora oggi consiste in circa tre Euro netti l’ora.

L’istituzione del CFI colmava un vuoto normativo e nel contempo rappresentava, certamente, una prima risposta alle emergenti richieste del personale imbarcato di vedere compensate, in termini economici, attività operative estremamente impegnative e prolungate nel tempo che mancavano di una retribuzione accessoria. All’epoca la Marina Militare, veniva considerata unicamente come elemento necessario per fornire una risposta bellica in caso di emegergenti necessità del Paese.

Attualmente, invece,l’opinione pubblica ha consapevolmente riconosciuto allo strumento navale militare una funzione di intervento del tutto nuova e poliedrica. Le forze navali, infatti, esprimono le loro capacità in contesti prima inimmaginabili, quali la gestione di crisi emergenti, l’intervento in aree di instabilità endemiche che – seppur lontane – possono provocare effetti disastrosi sull’economia globale, la promozione delle eccellenze industriali nazionali, il consolidamento di attività diplomatiche, il controllo dei flussi migratori ed il contrasto a fenomeni illeciti quali la pirateria e traffici illegali. Aspetti che rappresentano il volto nuovo della Marina Militare.

Alla luce di tali considerazioni e del maggior impegno a cui il personale è chiamato, pare ormai necessario stabilire la dignitosa retribuzione per i silenziosi servitori dello Stato che operano al servizio della collettività, riconoscendo il pagamento delle ore effettivamente effettuate nel rapporto uno a uno”.

«Il lavoro del Co.Ce.R. Marina – spiega il delegato Antonello Ciavarelli – è un modo per essere comunque costruttivi. Infatti il Governo, dopo aver aperto la Concertazione da oltre quattro mesi, non ha ancora convocato le Rappresentanze militari».

«Inoltre – continua Ciavarelli – , è soprattutto frutto di confronti avuti in questi anni con le rappresentanze Intermedie e di Base e soprattutto un modo per fare delle profonde riflessioni sulla condizione morale del personale rappresentato. Ad esempio uno dei principi cardine della proposta è il superamento della forfettizzazione dell’orario di lavoro. Non è più accettabile che chi svolge una attività impegnativa, come quella effettuata dagli equipaggi nelle missioni internazionali e di soccorso umanitario, percepisca solo un terzo di ciò che percepisce chi fa gli straordinari dietro la propria scrivania».

«Quindi il fondamento è la dignità del personale rappresentato dal quale discendono i giusti riconoscimenti economici. Dare 80 euro con i modi di una “mancia”, per poi toglierli dopo le promesse di stabilizzazione, è cosa ben diversa e più comoda che affrontare un lavoro ed un confronto con le Rappresentanze militari».

«Sono convinto – conclude il delegato Cocer – che i delegati della Marina di ogni livello, con le esperienze maturate, non si lasceranno trovare in contropiede. In modo costruttivo e senza indietreggiare continueranno a rivendicare la dignità morale e professionale del personale rappresentato».

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