Caso Marò: Binelli Mantelli, ho parlato con loro e li ho sentiti seri e motivati

marina-fiocco-gialloIl Capo di stato maggiore della Marina, lavoriamo per organizzazione più efficace e snella. Roma, 4 dic – “Ho sentito stamattina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, li ho sentiti sempre molto motivati e molto seri”. E’ quanto ha detto, durante la cerimonia per i tradizionali auguri durante il giorno di S.Barbara, patrona della Marina militare, il capo di Stato maggiore Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, che ha voluto salutare personalmente con una telefonata i due marò attualmente trattenuti in India. In un video diffuso dalla Marina sul suo sito ufficiale, l’Ammiraglio Binelli Mantelli ha anche ricordato che quello passato dalla Marina militare “non è stato un anno semplice, e neanche il prossimo lo sarà. Ma abbiamo l’opportunità di trasformarci, di essere più efficaci e più snelli nella nostra organizzazione. Stiamo lavorando – ha concluso – su questo, e ai miei uomini e donne dico: grazie per quello che fate, continuate così”.

L’Ordinario militare invita alla mobilitazione morale

Un invito alla mobilitazione morale per la “triste vicenda di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, che l’intera nazione segue con apprensione e affetto”, è stato lanciato nella messa che l’arcivescovo ordinario militare per l’Italia Vincenzo Pelvi ha presieduto nella basilica di San Giovanni in Laterano per la festa di Santa Barbara patrona della Marina militare, dell’arma di Artiglieria, dell’arma del Genio e dei Vigili del Fuoco. Pelvi, inoltre ha detto che “impegno della Marina Militare potrà immettere un’anima spirituale e un saldo fondamento etico nelle decisioni e istituzioni economiche, politiche e militari, necessarie nel prossimo futuro”. Richiamandosi alla vicenda dei due marò detenuti nel Kerala (India) con l’accusa di omicidio per l’uccisione, durante un’azione antipirateria, di due pescatori indiani scambiati per pirati, il presule ha sottolineato come la pirateria marittima sia un fenomeno crescente che danneggia l’economia e suscita preoccupazione per “la vita di marinai, marittimi, pescatori e delle loro famiglie messe a rischio dai pirati e provate da tensione e paura che perdurano anche per lungo tempo”.

Secondo monsignor Pelvi, è necessario promuovere il dialogo e la collaborazione tra gli Stati perchè si impegnino a “sconfiggere la povertà e il sottosviluppo, restituendo speranza di vita alla popolazione e mostrando altre vie di sopravvivenza oltre a quella criminale della pirateria”. Davanti a uomini senza scrupoli che “non hanno nulla da perdere”, infatti, per il vescovo castrense “non bastano le armi per difendere con decisione le navi e gli equipaggi”. Alla famiglia della Marina militare, infine, l’invito dell’ordinario militare a sentire come dovere di ciascuno “l’impegno etico della solidarietà, che non è un sentimento di vaga compassione, ma la determinazione ferma e permanente di impegnarsi per il bene comune”. “Dobbiamo acquisire – ha scandito l’arcivescovo Pelvi – uno stile di vita più sobrio, più ricco di condivisione e di convivialità”.

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