Amianto: l’Ipsema chiede la competenza sull’accertamento dell’esposizione dei militari del naviglio di Stato

banchina_torpRoma, 19 mag. – L’Ipsema chiede la competenza sull’accertamento dell’esposizione a fibre di amianto per i marittimi militari del naviglio di Stato, attualmente di competenza dell’Inail, a differenza degli altri lavoratori marittimi che devono invece far riferimento all’Ipsema. “Si tratta di una frammentazione delle competenze tra i due Istituti -scrive il presidente del Civ dell’Istituto di previdenza per il settore marittimo, Giovanni Guerisoli, in una lettera indirizzata al presidente della commissione Lavoro del Senato, Pasquale Giuliano, e ai componenti della commissione stessa- che rende ancora più complessa l’attività di certificazione dell’Ipsema, ma soprattutto è foriera di numerosi dubbi per i lavoratori marittimi, già interessati da molteplici difficoltà circa il riconoscimento dei benefici previdenziali per l’amianto. Infatti, per effetto dell’attuale normativa, le domande presentate all’Inail dai lavoratori marittimi sono state immediatamente trasferite, per competenza, all’Ipsema, che ne ha avviato l’istruttoria”. “Qualora però -continua la lettera del Civ- pervengano all’Istituto delle domande di marittimi che abbiano prestato servizio su navi militari, queste devono essere trasmesse alle sedi Inail competenti; qualora, invece, il marittimo chieda il riconoscimento, oltre che per il periodo di navigazione su navi della marina mercantile, anche del periodo di navigazione su navi militari, in tal caso l’Istituto dovrà procedere con l’accertamento dell’esposizione riguardante il primo periodo, interessando, per il restante periodo, la sede Inail competente”. Il Civ dell’Istituto di previdenza per il settore marittimo chiede, quindi, alla commissione Lavoro del Senato, in occasione della discussione in corso sull’articolo 20 ddl 1167 b-bis, di affidare all’Ipsema la competenza sull’accertamento, per il naviglio di Stato, dell’esposizione dei marittimi militari a fibre di amianto, poichè, conclude il presidente Guerisoli, “è evidente come una parcellizzazione della stessa domanda sottoposta a competenze separate e iter procedurali differenti non rappresenta certo un buon punto di partenza per garantire efficienza ed economicità dell’azione amministrativa con probabile nocumento dei diritti dei lavoratori”. (Adnkronos)

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