Amianto, Cocer Marina: su lavori usuranti beffati dalla politica

navi_militariRoma, 29 gen – Sono letteralmente infuriati i rappresentati militari dei marinai alla notizia dell’approvazione alla Camera del disegno di legge delega sui “lavori usuranti”.
“Ancora una volta il nostro personale è stato beffato – si legge in una nota diffusa dal Cocer Marina – da chi vuole negare il riconoscimento dello ‘status’ di vittime del dovere ai marinai morti per amianto, nonché dei benefici previdenziali previsti”. In particolare i rappresentanti militari stigmatizzano l’articolo 21 del ddl  “presentato  dal Senatore Saltamartini, ex sindacalista, che di fatto interpreta, ora per allora – ed era  il 1955 – una legge che rilegge le responsabilità di un certo numero di vertici militari accusati di omicidio colposo dal tribunale di Padova, quale atto dovuto per i marinai deceduti per essere stati esposti sulle navi pregne di amianto”. “Tutto ciò a causa del parere con cui la Commissione Bilancio della Camera, invocando una presunta mancanza di copertura finanziaria, ha pretestuosamente dichiarato non ammissibili gli emendamenti che chiedevano di equiparare le vittime militari per amianto alle vittime del dovere, con volontà bipartisan, da maggioranza e opposizione.”
 
“Di fatto – continua la nota – si è venuto a creare ancora una volta un  odiosa discriminazione tra vittime del dovere tutelate (quelle dell’uranio impoverito) e vittime di eguale dovere abbandonate a se stesse (quelle dell’amianto). Unica colpa di queste ultime, l’aver dimostrato il proprio rispetto per le Istituzioni e non aver affidato quello che è il loro dramma alla satira di ‘Striscia'”.
“L’assurdità di tale situazione appare ancor più evidente se si considera che la copertura finanziaria – di cui è stata lamentata la mancanza – in realtà esiste ed è data dalle risorse stanziate dalla Legge 266/2005 (Legge Finanziaria 2006) in favore di tutte le vittime del dovere, senza distinzione tra esse; tenuto anche conto del fatto che la spesa effettiva non supererebbe, probabilmente, il milione di euro all’anno; risultando, pertanto, nel contesto finanziario, assolutamente sostenibile.
Quali rappresentanti dei Marinai siamo indignati dalla considerazione che le nostre vittime del dovere continuino nei fatti ad essere considerate di ‘categoria inferiore’.
 
“Alla compagine politica – conclude la nota – che proprio con la legge in parola si vanta di aver riconosciuto la specificità per i militari non ci resta che  rispondere:
« Grazie, a ma questo prezzo ne avremmo fatto anche a meno!»”

“Esprimo amarezza, in quanto da uomini delle istituzioni abbiamo creduto invano agli impegni formali anche scritti dei vari Governi succedutisi in questi anni, mentre
abbiamo visto casi presi a cuore dai politici solo se evidenziati all’opinione  pubblica da trasmissioni televisive.” Così Antonio Ciavarelli, delegato del Cocer Marina che aggiunge: “Il nostro lavoro non si fermerà, anzi continuerà con più determinazione affinchè anche coloro che soffrono per questa malattia ed i parenti dei defunti di una morte atroce (per asfissia) possano essere tutelati e sostenuti, anche economicamente. Nonostante tutto, noi nelle Istituzioni continueremo sempre a credere”.

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