Gioia Tauro: nonostante il sequestro della Guardia Costiera continua ad inquinare, arrestato

Reggio Calabria, 11 dic – Nella serata di sabato, i Carabinieri della Stazione Rizziconi ed i militari della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Gioia Tauro, hanno arrestato in flagranza di reato, Domenicantonio Ferraro, 50enne, già noto alle FF.OO., poiché infrangeva i sigilli apposti al proprio frantoio sottoposto a sequestro per violazione di norme ambientali.

L’arresto è giunto all’esito di un’attività di controllo volta ad accertare il rispetto delle prescrizioni imposte al Ferraro, poiché personale della Capitaneria di Porto il 5 dicembre scorso lo deferiva in stato di libertà per gravi violazioni ambientali.

In quella circostanza infatti, il frantoio del Ferraro veniva sottoposto a sequestro al fine di inibire la prosecuzione dell’attività lavorativa e prevenire, dunque, ulteriori sversamenti sul suolo e nelle acque sotterranee; già da qualche giorno, infatti, alcuni cittadini avevano segnalato una colorazione anomala della acque del Fiume Budello, da ricondurre presumibilmente allo sversamento di reflui derivanti proprio dalla lavorazione delle olive.

Così, sabato scorso, quando i Carabinieri e la Capitaneria di Porto hanno fatto accesso all’interno del frantoio, hanno scoperto che il titolare aveva provveduto a violare i sigilli con l’intento di svolgere regolarmente la propria attività lavorativa mediante l’uso dei macchinari sottoposti a sequestro.

Per tali violazioni il Ferraro è stato arrestato e tradotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari in attesa della celebrazione del rito direttissimo.

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