
Roma, 1 ott - (di Giuseppe Paradiso) Dopo l'ennesimo attentato nel quale hanno perso la vita sei militari del nostro contingente in Afghanistan, si è ravvivata la polemica sulla sicurezza del blindato "Lince" e in particolare della postazione occupata dal mitragliere - ralla - che espone il militare ad un rischio maggiore rispetto agli occupanti del mezzo.
E' stato detto da più parti che mezzi totalmente sicuri non esistono, ed è vero, ma un approfondimento della questione "Lince" porta allo scoperto degli aspetti controversi. Andiamo con ordine.L'11 aprile 2007 in Commissione Difesa - presidente De Gregorio - il Sottosegretario alla Difesa Casula risponde ad un'interrogazione del senatore Divina (Lega nord), che aveva portato all'attenzione della Commissione una lettera proveniente da un soldato italiano operante, per l'appunto, in Afghanistan. Il militare lamentava una sequela di inadeguatezze all'equipaggiamento ivi compresa quella dei blindati, meno sicuri - a suo dire - dell'HMMWV (High mobility multi-purpose wheeled vehicle) in dotazione all'Esercito statunitense. Casula, oltre a smentire punto per punto le lagnanze del soldato, affermò che "la versione [del Lince, n.d.r.] approvvigionata dai britannici (nel numero di 401 esemplari), peraltro non ancora disponibile per l’invio in teatro, è la stessa acquisita dall’Italia. L’unica differenza è connessa con il tetto del mezzo, sul quale è prevista la presenza di una torretta remotizzata (una mitragliatrice comandanta dall'interno del veicolo, n.d.r.)." "A tale proposito - continuava Casula - si precisa che analogo sistema è previsto sulla versione italiana, interessata al momento a modifiche per incrementare il carico utile del mezzo, da utilizzare non solo per l’installazione di torrette remotizzate, ma anche di un sistema di autoprotezione attiva, che consenta di fronteggiare minacce condotte da razzi tipo RPG e ordigni IED (Improvised explosive device)." Ma sui Lince italiani la torretta remotizzata non è stata mai montata, e proseguirono inesorabili le segnalazioni preoccupate dal fronte afghano circa la sicurezza del mitragliere in "ralla". Adesso il ministro La Russa dice che i nuovi "Lince" più sicuri sono in volo per l'Afghanistan, ma il mitragliere italiano - sebbene più protetto - risulta ancora a rischio, mentre il suo collega inglese, non costretto a rimanere fuori dal mezzo, ha comunque maggiori chance di sopravvivenza in caso di attacco.Intanto Falco Accame, presidente dell'Anavafaf, un'associazione che assiste i familiari delle vittime arruolate nelle Forze armate, chiede con un esposto alla procura militare di Roma "se ci sono stati dei ritardi nell'invio in Afghanistan dei veicoli blindati Lince con una protezione aggiuntiva in 'ralla'".