Pedofilia: maresciallo dell’Esercito condannato a 3 anni per tentata violenza

pedofiliaAveva adescato una ragazzina di 12 anni su Facebook. Milano, 25 ott – E’ stato condannato a 3 anni di reclusione un maresciallo dell’esercito, che venne arrestato nel marzo scorso con l’accusa di tentata violenza sessuale per aver adescato su Facebook, fingendo di essere un’altra persona, la figlia di una conoscente, una ragazzina di 12 anni, facendola poi salire sulla sua auto e cercando di portarla a casa sua.

Lo ha deciso il gup di Milano Maria Grazia Domanico, al termine del processo con rito abbreviato. Il procuratore aggiunto di Milano Pietro Forno e il pm Giancarla Serafini hanno sostenuto nell’ipotesi accusatoria che far salire in macchina una ragazzina, che non ha ancora compiuto i 14 anni, dopo averla adescata con lusinghe, così come ha fatto il militare, configura il reato di tentata violenza sessuale, richiamandosi a una sentenza della Cassazione del 1993. Il giudice oggi ha riconosciuto il reato come qualificato dall’accusa, anche se il pm aveva chiesto per l’uomo, 44 anni, una condanna più alta, a 4 anni e mezzo. Stando alla ricostruzione del pm, il maresciallo, dopo aver fatto apprezzamenti e parlato a lungo con la ragazzina via Facebook, le diede un appuntamento e la fece salire sulla sua auto, ma i carabinieri riuscirono a fermarlo in flagranza, proprio mentre la piccola stava per salire a casa sua.

Ad accorgersi dell’uomo, infatti, erano stati i genitori della piccola (a rappresentare le parti civili l’avvocato Alessandro Bonalume) che la lasciavano “chattare” su Facebook, ma le controllavano il “profilo”. Si erano accorti, dunque, delle avances dell’uomo, denunciando tutto ai carabinieri. Il legale del maresciallo, che è detenuto in un carcere militare, l’avvocato Alessandro Meregalli, ha spiegato che ”il giudice ha aderito alla ricostruzione del pm, ma per noi invece non si può parlare di atti idonei a commettere una violenza sessuale su minore”. L’uomo è stato condannato anche per maltrattamenti nei confronti della moglie. (ANSA)

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