Omicidio alla stazione di Bologna: il racconto del militare dell’Esercito che ha bloccato il responsabile

bologna-omicidioRoma, 15 ott – «All’inizio un po’ si dimenava, poi si è fermato e diceva: “fuggire, non fuggo. Quello che dovevo fare l’ho fatto”». E’ il racconto di Raffaele Rossi, 29 anni, militare del genio ferrovieri di Castel Maggiore, che, insieme ad un amico, è stato il primo a bloccare l’uomo che sabato mattina ha ucciso a coltellate un cinquantatreenne, in stazione a Bologna.

Accompagnato dal suo comandante, colonnello Luca Apolloni, Rossi è stato sentito dal pm Antonello Gustapane per chiarire la dinamica dei fatti. Il militare era fuori servizio: «mi trovavo in stazione con un amico, aspettavamo una persona al primo binario, stava per arrivare un treno alta velocità. A un certo punto abbiamo visto come una colluttazione con urla, due che si mettevano le mani addosso. Il mio amico Francesco è partito per separarli. Abbiamo visto un uomo in terra che non si muoveva e a fianco questo coltello abbastanza grande, subito non ce ne eravamo accorti». Anche Rossi allora è intervenuto, «il mio amico aveva bloccato quell’altro, io l’ho immobilizzato in modo più deciso. Abbiamo chiesto aiuto, chiamato un’ambulanza». In quel momento la stazione era piena di gente. «Ma erano tutti immobili, forse non si erano resi conto di quello che era successo».

Il militare ha prestato più volte servizio nell’ambito dell’operazione “Strade sicure”, completando l’ultimo turno nel primo semestre di quest’anno.

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