Militari, Generale Mini: chi è omosessuale non fa carriera

militari_gayTanti militari gay anche tra gli alti ufficiali. Roma, 7 ott – “Un soldato o un generale potrebbero anche dichiarare la propria omosessualità, ma probabilmente non avrebbe le stesse chance di carriera di un gay non dichiarato, perchè nelle forze armate la mentalità è ancora molto chiusa e ristretta. Non vedo nulla di strano nel fatto che la gente lo nasconda”. Lo ha dichiarato il generale Fabio Mini, già comandante generale della forza internazionale di pace in Kosovo, ospite del salotto televisivo di Klaus Davi in onda su You Tube. E continua dicendo: “Se nelle apposite commissioni di valutazione una informativa dice che un generale o un colonnello che deve essere promosso è gay, ma vive questa sua vita in modo normale, probabilmente non verrà penalizzato molto; ma un pò si, dico la verità. Fra uno che vive in modo sobrio la propria omosessualità e uno che la ostenta – continua il generale – credo che il secondo potrebbe venire penalizzato. L’esercito ha un controllo molto stretto delle vite dei soldati, anche personale. Ma è un’esigenza di sicurezza necessaria”.

mini-gay

L’intervista del gen. Mini a KlausCondicio. Clic per guardare il video

Nel corso del programma televisivo KlausCondicio il generale Mini ha anche fatto qualche esempio: “Se un capitano omosessuale in caserma arriva a dare fastidio ai commilitoni, allora non si tratta di vita privata ma pubblica. Ma lo stesso vale anche per il soldato o il capitano che molesta le soldatesse. Generali, ufficiali, sottoufficiali e soldati hanno una vulnerabilità alla sicurezza. Possiamo essere manipolati, ricattati se messi conoscenza di cose che non devono essere divulgate. La sicurezza del servizio richiede un certo comportamento o appartenenza a determinati ambienti. Ma questo vale anche per gli eterosessuali. Anche in questo caso lo stile di vita è importante. Chi va in locali di dubbia fama, frequenta gente poco raccomandabile, tira cocaina anche se eterosessuale ha uno stile di vita incompatibile con la missione dell’esercito”.

Nell’Esercito c’è il mito del macho ma ci sono generali gay. “Nell’esercito italiano resiste il mito del macho, uomo duro tutto di un pezzo, ma nella mia lunga carriera ho riscontrato moltissimi gay a tutti livelli, anche fra i vertici come i generali”. Il generale Fabio Mini, già Capo di Stato maggiore del Comando Nato delle forze alleate Sud Europa, conferma alle telecamere di KlausCondicio quanto dichiarato in una recente inchiesta dell’Espresso curata da Tommaso Cerno. Nel corso del programma di Klaus Davi ha inoltre aggiunto: “Alcuni generali hanno promosso i loro favoriti e agevolato la loro carriera. Ma intendiamoci, il favoritismo non ha colore nè sesso: lo stesso accade con generali che hanno promosso soldatesse con le quali avevano una relazione. Favoritismo e paternalismo sono una delle cose più brutte che ci possono essere in qualsiasi contesto”. E aggiunge: “Nella mia carriera ho riscontrato che negli eserciti inglesi o americani spesso i soldati o generali più duri e “machi” sono proprio i gay, cosa che smentisce in pieno pregiudizi diffusi anche tra le forze armate. In Italia meno, perchè da noi c’è meno coming out, ma posso garantire che erano proprio omosessuali i soldati e graduati più duri; alla sera poi vanno nei locali gay e non per questo sono cattivi soldati. Dirò di più: l’ostentazione del machismo spesso rivela una natura omosessuale, è uno specchietto per le allodole”.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.