Esercito: presentato oggi da SKY il docufilm “Reduci”

reduci560Roma, 30 ott – È stato presentato da SKY, questa mattina, a palazzo Esercito, il docufilm “Reduci“, prodotto da Good Day films e realizzato con il supporto dell’esercito italiano.

La sofferenza, il coraggio, la forza, lo spirito di sacrificio degli uomini e delle donne dell’Esercito di ritorno dall’Afghanistan, la quotidiana battaglia per superare le ferite fisiche e psicologiche e riprendersi la propria vita. Questi sono i temi, inediti, narrati in “Reduci” dalla voce e attraverso i sentimenti dei protagonisti.

Alla presentazione hanno partecipato il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale Claudio Graziano, Andrea Scrosati di Sky, Michele Bongiorno, produttore di Good day films e Andrea Bettinetti, regista di “Reduci”.

«Vorrei esprimere vicinanza e riconoscenza ai valorosi reduci, uomini e donne che con spirito di sacrificio, perseveranza e coraggio hanno aiutato il popolo afghano, dilaniato da anni di lotte, garantendo aiuti, stabilità e sicurezza», si legge nel messaggio del Ministro della difesa Mario Mauro che ha manifestato «sentita riconoscenza verso quanti hanno voluto questo lodevole e importante progetto, che ha il merito di raccontare, attraverso la voce dei diretti protagonisti, la missione in Afghanistan, la vita dei nostri soldati e la loro dedizione alla causa di pace».

“Reduci” racconta, infatti, le vicende e la vita di tutti i giorni di un gruppo di veterani che portano addosso gli effetti visibili e invisibili del periodo trascorso in Afghanistan. Uomini e donne con le stellette che sono accomunati dall’essere stati partecipi in prima linea di un agguato, uno scontro a fuco, esplosioni, la morte di un commilitone.

conferenza-stampaUn momento della conferenza stampaNel suo intervento il generale Graziano, dopo aver ringraziato i convenuti, il produttore, il regista e Sky ha dichiarato che «la docufiction Reduci rende onore ai caduti, ai feriti e alle loro famiglie. Questi uomini restano soldati, la parte profonda della componente umana dell’Esercito, una meravigliosa realtà che sono i nostri uomini e le nostre donne».

«In Afghanistan i nostri soldati impugnano un’arma, con la fermezza e la forza di usarla per aiutare gli altri per supportare il progresso e la sicurezza internazionale».

Il generale Graziano ha richiamato come «il lato umano profondo che appare dalla docufiction, coinvolge tutti i 125.00 soldati che hanno servito in operazioni di sicurezza e pace dal 1982, i 30.000 in Afghanistan. Gli oltre 100 caduti e 650 feriti nelle missioni internazionali danno la misura dell’impegno dei nostri militari».

«La missione di sicurezza è anche una missione di combattimento quando è necessario. È un aspetto che non viene spesso raccontato al più vasto pubblico. Ogni giorni i soldati svolgono la loro missione con coraggio, senza coraggio non si fa il soldato».

«I protagonisti esprimono attaccamento e passione per il mondo militare. Fare il soldato comporta coraggio e accettazione dei rischi». «Per essere degni dei soldati dobbiamo però metterli in condizione di operare al meglio, addestrarli, prepararli ed equipaggiarli in modo idoneo a svolgere la missione». Il generale ha ricordato che «dall’ingresso in Afghanistan tutti i nostri sistemi e mezzi sono cambiati per affrontare le nuove minacce. Occorre tenerci pronti per assolvere la missione con efficacia».

Rispondendo alle domande dei giornalisti presenti in sala sull’impegno dell’esercito e sulla situazione in Afghanistan, il generale Graziano ha detto che «è in atto una transizione che si svilupperà per tutto il 2014. È un momento chiave di passaggio di responsabilità della sicurezza alle forze afghane», verso le quali il generale ha «espresso la propria stima».

Graziano ha ricordato infatti la sua esperienza da comandante di brigata in Afghanistan nel 2005 – 2006, quando le forze di sicurezza afghane erano solo 20.000 e poco addestrate. Ora sono circa 350.000 tra esercito e polizia che, come hanno ricordato i soldati nella docufilm, rischiano tutti i giorni in prima linea. Con la consegna all’esercito afghano della base di Farah, ci sarà un ripiegamento di circa seicento unità e la presenza italiana passerà da circa 3800 a 3200, di cui 2200 – 2300 dell’esercito.

Il generale si è detto sicuro che «con l’impegno costante della comunità internazionale la transizione porterà a una situazione migliore in quel magnifico paese sospeso fra il cielo e la terra».

Sollecitato dai giornalisti sugli effetti della spending reviw e dei tagli alla difesa sull’esercito il generale ha dichiarato che «la carenza di risorse impone delle riduzioni. Noi le abbiamo affrontate con impegno e serietà, nell’ottica di conseguire in circa 20 anni una riduzione significativa di personale. Però dedichiamo risorse adeguate all’ammodernamento dei sistemi e all’addestramento del personale. Per l’esercito è essenziale ammodernare il 70% dei sistemi. Dobbiamo disporre delle capacità per fare addestramento e mantenerlo per poter essere impiegati in qualsiasi circostanza». Sul futuro delle operazioni il generale ha parlato delle nuove attività a supporto della stabilizzazione in cui è impegnato l’esercito, sotto l’egida dell’unione europea o in base ad accordi bilaterali, in Libia, Mali, e Somalia. «È un nuovo modo di interpretare le attività operative addestrando, come già avvenuto in Afghanistan e Libano, le forze locali per lo sviluppo della sicurezza. Dobbiamo tenerci nelle condizioni di svolgere con uguale impegno e professionalità quelli che sono i compiti legati ai livelli di ambizione, sicurezza e partecipazione che confermano la necessità e la volontà del paese di impegnare l’esercito».

Il documentario, regia di Andrea Bettinetti, è concentrato sull’aspetto umano del soldato, illustra la vita di giovani uomini e donne che hanno scelto “il mestiere delle armi”, l’orgoglio, l’attaccamento al Paese, lo spirito di sacrifico. Nel docufilm intervengono anche i familiari: mogli, fidanzate genitori che condividono e subiscono le conseguenze di una professione che molto spesso si trasforma in una vera e propria missione.

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I protagonisti:

– Maresciallo Carmine Pedata, 21° reggimento genio Guastatori Garibaldi, in convalescenza presso l’Ospedale Militare del “Celio”.

24 marzo 2012 – scontro a fuoco. Colpi di mortaio sulla forward observation base.

La moglie: Caporale Maggiore Scelto Maria Giulia Catillo.

– Caporale Maggiore Scelto Monica Graziana Contrafatto, 1° regimento Bersaglieri, in rieducazione presso l’Ospedale INAIL di Budrio, Centro Protesi.

24 marzo 2012 – scontro a fuoco. Colpi di mortaio sulla Forward Observation Base.

– Caporale Maggiore Capo Luca Cornacchia, effettivo presso il Comando Militare della Capitale.

9 ottobre 2010 – esplosione IED.

La moglie: Monica

– Caporale Maggiore Scelto Rocco Leo, in servizio, effettivo presso la Scuola cavalleria di Lecce

17 settembre 2009 – esplosione IED al ritorno dall’aeroporto di Kabul.

– Primo Caporale Maggiore Simone Careddu, 8° reggimento Genio Guastatori Folgore

– Caporale Maggiore Capo Andrea Cammarata, effettivo presso 8° rgt. Genio Guastatori Folgore.

14 Luglio 2009 esplosione IED.

Le storie dei protagonisti si uniscono a quelle dei 125.000 soldati che dal 1982 a oggi hanno prestato il proprio servizio ovunque il Paese lo abbia richiesto, spesso purtroppo pagando un elevatissimo prezzo in termini di caduti e feriti. Sono più di 100, infatti, i caduti dell’Esercito nelle missioni di pace dal dopoguerra a oggi e più di 650 i feriti, in tutti le aree di interesse strategico in cui il Paese, nell’ambito di missioni ONU, NATO e UE, ci ha chiesto di andare per contribuire alla sicurezza, alla protezione delle popolazioni, alla stabilità delle aree ed alla costruzione di un futuro di pace.

Reduci andrà in onda domenica 3 novembre alle 21.00 su Sky Cinema Cult HD e disponibile anche su sky on demand.


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