Esercito, le Ferrari in elicottero. Ma nessuno vuol pagare il conto

ferrari-elicotteroRoma, 12 mar – (di Enrico Fierro) La “Ferrari vola”, non nelle gare, però. La macchina sogno di tutti gli italiani si alza in cielo davvero. Ma a bordo degli elicotteri dell’Esercito italiano. La notizia campeggia con tanto di foto e video dell’operazione sul sito del settimanale Quattroruote. In sintesi: per presentare ai giornalisti la nuova Ferrari “FF” la casa di Maranello ha scelto la neve di quota 2350 metri di Pan de Corones, Alto Adige.

Come trasportare le rosse fiammanti? Nessun problema, ci pensa l’Esercito. E così le Ferrari sono state caricate su un Ch47 Chinook del I° Reggimento Antares di Viterbo, “supportati” (si legge nell’articolo del settimanale specializzato in auto e motori) da 3 elicotteri Augusta 205 del 4° Reggimento Altair di Bolzano. Una grande operazione di immagine per La Ferrari resa possibile dai buoni rapporti di Luca Cordero di   Montezemolo con il ministro della Difesa Ignazio La Russa. Insomma, nei giorni in cui la Libia è in fiamme e il Mediterraneo ribolle, il ministero della Difesa decide di distrarre i suoi elicotteri da trasporto truppe e mezzi per l’evento promozionale di una casa automobilistica. Ma chi ha pagato?

La Ferrari no, almeno non ancora. “Avevamo già stanziato una certa somma nel budget dell’evento, la concessione degli elicotteri era a titolo gratuito, ma abbiamo deciso di versare un contributo a una associazione che si occupa dell’assistenza degli orfani dei militari caduti”, ci dicono dall’ufficio stampa della casa automobilistica.

Sentiamo l’Esercito. “Avevamo già previsto un’attività addestrativa per il volo in montagna e l’atterraggio su superfici nevose di elicotteri carichi. La richiesta della Ferrari si è rivelata utile, altrimenti avremmo dovuto trasportare materiale finto. Non ci sono stati costi, però la Ferrari aveva già previsto una somma nel budget dell’iniziativa, soldi che saranno utilizzati per fare una donazione all’Opera nazionale assistenza orfani militari caduti”, ci risponde il colonnello Mario Centritto, capo dell’ufficio pubbliche relazioni dell’Esercito.  

Tutto regolare? Forse, sta di fatto che la Ferrari, dopo aver aviotrasportato i suoi gioielli con elicotteri dell’Esercito italiano, regolarmente pagati dal contribuente, e dopo aver portato a casa un significativo ritorno di immagine (le foto degli elicotteri dal cui ventre spunta il muso rosso dei bolidi campeggiano sul sito della casa di Maranello), non ha ancora scucito un cent.

Ma è possibile noleggiare elicotteri e altri mezzi dell’Esercito italiano? La risposta è sì, spesso lo fanno altre amministrazioni dello Stato, privati come case cinematografiche, quando accade i servizi vengono offerti “a titolo oneroso”, nel senso che si paga. Ci sono delle tabelle che fissano i costi, che nel caso degli elicotteri si compongono delle spese per il carburante, per l’uso del mezzo, per la quota di ammortamento e per l’equipaggio, fissato il quantum da pagare l’interessato versa il dovuto al ministero del Tesoro.

ferrari-elicottero1Come si vede la Ferrari ha evitato tutte queste fastidiose incombenze, limitandosi a promettere una donazione destinata agli orfani dei militari caduti. Quanto? “Una cifra importante – ci rispondono dall’ufficio stampa della Ferrari – qualche migliaio di euro, non certo poca cosa”. Riepilogando, per portare le “Rosse” in alta montagna sono stati utilizzati almeno quattro elicotteri con relativi equipaggi. Vediamo quanto costa noleggiare un elicottero da una ditta specializzata. Ch 47 Chinook non ce ne sono disponibili, abbiamo chiesto quanto costa il noleggio di un Superpuma (4500 kg di peso, capacità di trasporto, 20 persone), 130 euro al minuto è stata la risposta. Il Chinook (peso da 9 a 12 tonnellate, è capace di trasportare almeno 35 soldati e può caricare pesi fino a 12700 kg), certamente costa di più, aggiungiamo i tre Augusta a supporto, così alla Ferrari potranno farsi bene i conti e stabilire se basta versare “qualche migliaia di euro” agli orfani dei militari caduti nelle missioni di pace per pagare un servizio che ha costi di gran lunga maggiori.

Comunque andrà a finire, Luca Cordero di Montezemolo avrà fatto un affare. Il contribuente italiano forse no. (Il Fatto Quotidiano)

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