Esercito: gen. Graziano, l’Italia punto di riferimento nell comunicazioni operative

Pesaro-28-reggimento-PaviaPesaro, 23 apr – “L’Italia è un punto di riferimento nella Nato nell’ambito delle comunicazioni operative”. Il capo di Stato Maggiore, Claudio Graziano, approfitta della sua visita al 28° Reggimento Comunicazioni Operative “Pavia”, a Pesaro per sottolineare l’importanza del nuovo modo di intervenire negli scenari operativi.

“In ambito Nato – ha detto all’ANSA – questa unità è diventata un riferimento, non a caso durante le operazioni di sicurezza per la Libia qui si è installato il comando Nato per le operazioni psicologiche. In questo ambito noi abbiamo cominciato prima degli altri e abbiamo quindi più esperienza. Tuttavia dobbiamo anche implementare la nostra capacità di sviluppo tecnologico perchè il mondo esterno corre più veloce di noi, lo abbiamo visto anche con la primavera araba”.

Il 28° Pavia, comandato dal colonnello Giovanni Gagliano, è una realtà di eccellenza dell’esercito italiano e rappresenta la nuova frontiera, come ha specificato anche Graziano, nel nuovo modo di operare in realtà come l’Afghanistan, il Libano ad esempio, ossia in cui non ci si avvale più solo dei mezzi tradizionali, ma anche dei social network, social media o della collaborazione diretta con la popolazione del paese ospite. “Continueremo – ribadisce Graziano – a sviluppare questo sistema di comunicazione perchè la rete, la stampa in generale possono influenzare la situazione operativa”. La parola al posto delle armi, in sintesi, anche se le armi, dice il capo di Sme, sono ancora necessarie per proteggere la pace. In tema di tagli e razionalizzazione della spesa pubblica, Graziano ha detto anche che l’esercito si sta concentrando sulle unità che servono per la sicurezza del paese, in particolare quelle operative e riducendo quelle non strettamente necessarie. “E’ importante – continua – razionalizzare anche la catena di comando, sburocratizzando e avvicinando il comandante direttamente alle unità che operano sul terreno. Vanno ridotte anche le caserme, ne basterebbero 15 o 20 grandi”. (ANSA)

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