Esercito, blindato Lince, per il PM è pericoloso. Rischio processo per 7 militari

vtlm-linceRoma, 21 feb. – Rischio di tenuta strada nelle aree extraurbane e ad una velocità superiore ai 65 km orari per il blindato Lince 1, mezzo in dotazione ai militari italiani anche in missioni internazionali. Sono le conclusioni alle quali è giunta la procura di Civitavecchia al termine di un’indagine avviata a seguito dell’incidente avvenuto nel febbraio del 2011 sulla via Aurelia, all’altezza di Tarquinia, nel quale perse la vita un paracadutista della Folgore, Nicola Casà, e rimasero feriti altri quattro soldati.

Il Lince, definito Vtlm (veicolo, tattico, leggero, multiruolo), finì fuori strada ribaltandosi più volte. Il pubblico ministero, Lorenzo Del Giudice, dopo aver ordinato il sequestro del blindato ha disposto una perizia per accertarne la stabilità. Rischiano ora di finire sotto processo in sette con le accuse di omicidio colposo e lesioni gravi. Si tratta del militare Luca Fois, uno dei feriti a bordo del Lince con il ruolo di capo equipaggio; Aldo Miscioscia, del comando logistico dell’Esercito, oltre a Marco Sulpizzio, Claudio Oliviero, Marcello Di Monte, Giovanni Poletti.

Rischia di finire sotto processo anche Antonio Guicciardino, direttore della direzione armamenti terrestri del ministero della difesa. A causare l’incidente del Lince sulla via Aurelia, secondo quanto accertato dalla procura di Civitavecchia, sarebbero state le “caratteristiche statiche e dinamiche del veicolo tali da imporre una condotta di guida specifica e la fissazione di un limite di velocità massima su strada extraurbana, e al di fuori di teatri di guerra, non superiore a 65 km orari”. Gli indagati, secondo il magistrato, avrebbero “sottovalutato le gravi deficienze di stabilità dinamica dell’automezzo”. E’ inoltre emerso che già in fase di collaudo, compiuto da quattro militari, il Lince 1 avrebbe ottenuto punteggi insufficienti da parte dei collaudatori che lo confrontarono con altri mezzi.

La Difesa: il “San Lince” ha salvato tante vite

“I blindati Lince attualmente impegnati nel teatro afghano sono oltre 500 e il mezzo ha dato ottima prova di resistenza in particolare contro gli ordigni improvvisati dei talebani: in innumerevoli episodi le sue caratteristiche tecniche hanno permesso ai nostri militari di sopravvivere agli attacchi degli insurgents al punto da fargli guadagnare il soprannome di San Lince”. Fonti militari commentano così le conclusioni alle quali è giunta la procura di Civitavecchia.

“A confermare il profilo tecnologico e il livello tecnico del mezzo – ricordano le stesse fonti – ci sono le commesse per l’acquisto provenienti da Paesi come Belgio, Gran Bretagna, Spagna, Norvegia, Austria, Repubblica Ceca e Croazia”. In ogni caso, “per guidare il Lince non basta una semplice patente, serve un certificato di idoneità legato al possesso di determinati requisiti psicofisici e alla frequenza di uno speciale corso di abilitazione. Essendo omologato come autocarro militare, poi, il blindato ha un limite di esercizio che lo vincola a una velocità massima di 90 km orari. E l’Esercito, in particolare, ha già da tempo emanato prescrizioni precauzionali per garantire il massimo della sicurezza al personale impegnato su questo tipo di mezzo”.

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