ESERCITO, AFGHANISTAN: INTERROGAZIONE SU SICUREZZA “RALLA” LINCE. LA RUSSA: STO STUDIANDO

Roma, 3 lug – Un’interrogazione presentata al Ministro della Difesa La Russa dai parlamentari Maurizio Turco, Bernardini, Beltrandi, Farina Coscioni, Mecacci e Zamparutti, chiede di sapere, premesso che

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numerose testate giornalistiche nazionali hanno riportato, peraltro con scarsa dovizia di particolari, le notizie dei cruenti attacchi subiti dai militari del contingente italiano che opera nella missione di guerra in Afghanistan;
i militari italiani per effettuare i pattugliamenti delle zone sottoposte al loro controllo utilizzano il mezzo Lince che, come si legge sul sito dell’Esercito italiano, «è un Veicolo Tattico Leggero Multiruolo (VTLM) a trazione integrale 4×4, che può essere impiegato in ogni ambiente operativo. È dotato di un elevato livello di sopravvivenza del personale trasportato, grazie al particolare studio della cellula di trasporto ed i kit aggiuntivi di corazzatura.»;
risulta all’interrogante che diversamente da quanto riportato dai media, le cause del ferimento dei militari italiani sarebbero dovute all’inadeguata e soltanto parziale protezione della postazione del cosiddetto mitragliere «ralla» -:
quali siano effettivamente i mezzi di protezione di cui sono dotati tali mezzi, con particolare riferimento alla postazione del mitragliere;
se quanto esposto corrisponda al vero e, nel caso, quali immediate azioni intenda adottare il Ministro interrogato affinché sia garantita la massima protezione ai militari impegnati nelle operazioni di guerra in Afghanistan.

Arriva la risposta da Ignazio La Russa che, a margine della commemorazione dei paracadutisti dell’Esercito Italiano caduti durante le missioni di pace, svoltasi questo pomeriggio a Milano, il quale afferma che “‘sto studiando un sistema di protezione per i nostri militari che si trovano in ralla (piattaforma dalla quale i militari fanno fuoco, ndr) perche’ non muoiano piu’ per un’esplosione. E’ una posizione pericolosa che necessita di una copertura ancora maggiore’.

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