Esequie del Tenente Romani. In chiesa folla e dolore

romani3Mons. Pelvi: “Alunni dinanzi la sua bara”. Roma, 20 set – Un lungo applauso ha concluso poco prima delle 17 i funerali solenni di Alessandro Romani, il Capitano (promosso post mortem) del  Nono reggimento paracadutisti “Col Moschin”, ucciso in Afghanistan venerdì scorso durante un’operazione militare. Gremita la Basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma dove, oltre ai familiari e agli amici chiusi nel dolore, erano presenti le più alte autorità militari e civili, dal presidente della Repubblica Giorgio Alemanno ai presidenti di Senato e Camera, Schifani e Fini, al sindaco della capitale Gianni Alemanno che per oggi aveva proclamato il lutto cittadino. Tantissimi anche i cittadini ‘comuni’ giunti a rendere l’ultimo omaggio al militare. La celebrazione è stata presieduta da monsignor Vincenzo Pelvi, l’arcivescovo ordinario militare per l’Italia, che nella sua omelia ha parlato di Romani come “una fiaccola per la nostra Patria”, “un giovane dai grandi ideali, un modello di una vita spesa per gli altri” e il suo “sacrificio è un ammonimento circa il considerare i poveri come un fardello fastidioso, perchè solo con loro possiamo costruire un mondo più giusto”. La bara con il corpo di Romani, rivestita dalla bandiera tricolore, è uscita dalla Basilica tra i picchetti d’onore delle forze armate. La salma sarà sepolta nel cimitero del Verano.

romani2“Un giovane dai grandi ideale, modello di una vita spesa per gli altri, con la partecipazione alle missioni internazionali, sei diventato, senza cercarlo, fiaccola della nostra patria”. L’arcivescovo Vincenzo Pelvi, ricorda così il sacrificio di Alessandro Romani. “Prima per il popolo iracheno e poi per quello afgano, sei stato luce di speranza, convinto che la vita di ogni uomo sia un valore non negoziabile – ha aggiunto il religioso -. Alessandro in Afghanistan voleva che gli ordigni non spegnessero più i sogni dei bambini, che le donne non fossero più sfigurate e lapidate, che gli uomini non fossero più legati su pali in attesa della morte, dinnanzi agli occhi dei figli”. “Diventiamo alunni davanti alla sua cattedra – ha proseguito -, cattedra, non sempre riconosciuta e condivisa, da cui viene un insegnamento, che fa trionfare la luce della solidarietà. Una cattedra questa bara – ha sottineato – che insegna ad accogliere i più deboli”. Monsignor Pelvi i rivolto i ringraziamenti dell’Italia “ai nostri militari”, il cui servizio “rivela un obiettivo di profonda solidarieta'”.

La famiglia del Tenente Romani devolve in beneficienza le donazioni ricevute. La famiglia del capitano Alessandro Romani, ha deciso di devolvere all’associazione Peter Pan onlus, che si occupa di bambini malati di cancro, le donazioni ricevute in memoria del militare. Lo fa sapere la stessa associazione. Peter Pan onlus, dice il presidente onorario Maria Teresa Barracano Fasanelli, ”commossa dal gesto generoso della famiglia di Alessandro Romani, si stringe in un caldo e grato abbraccio ai suoi genitori in un momento di così grande sofferenza”.

Gen. Petraeus: “da militari italiani lavoro fantastico. I militari italiani in Afghanistan ”stanno facendo un lavoro fantastico e noi apprezziamo il loro impegno e i loro sacrifici”: lo ha detto in un’intervista al Gr1 il generale David Petraeus, comandante delle forze Usa e internazionali sul teatro afghano. Dagli italiani – ha proseguito il generale americano nell’intervista al Gr1 – ci si aspetta che ”consolidino i risultati che hanno già raggiunto”, essendo essi ”riusciti a stabilire un rapporto efficace e costruttivo con i partner afghani e anche con i rappresentanti dell’ autorità civile. Hanno dato prova di grande capacità al comando del Regional Command West. Noi – ha continuato Petraeus – siamo qui per ampliare e consolidare i risultati già conseguiti in aree dove la minaccia dei talebani era più forte, come la provincia di Badghis e il distretto di Shindad”. Quanto al processo di riconciliazione in Afghanistan, Petraeus ha detto che il presidente afghano, Hamid Karzai, ”è sul punto di nominare i membri del consiglio” per la pace: ”Siamo convinti che si tratti di un passo cruciale che deve essere svolto nel rispetto dei diritti di tutti e che riguarderà coloro che, su base volontaria, accetteranno di deporre le armi e di reintegrarsi nella società”. Si tratta di un ”meccanismo già sperimentato in Iraq con buoni frutti”, ha concluso il generale Usa, che ha ribadito la disponibilità ad ”appoggiare le autorità afghane in questo processo”. (Foto ANSA)

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