Donna soldato dell’Esercito e precaria. Esclusa dal concorso perché incinta

gravidanza-donnaRoma, 3 gen – Il 1° Caporal Maggiore dell’Esercito Italiano Valentina FABRI certo non immaginava che, dopo aver servito le Forze armate per 5 anni, quale lavoratrice volontaria e quindi precaria, sarebbe stata esclusa dal concorso che avrebbe potuto stabilizzare il proprio rapporto di lavoro a causa di una asserita inidoneità al servizio militare.
Tanto meno avrebbe immaginato che la causa della sua idoneità sarebbe stato il suo stato di gravidanza.

La vicenda occorsa alla mamma con le stellette è davvero paradossale, se si pensa che, dopo cinque anni in cui ha brillantemente servito lo Stato quale precaria, raffermata di biennio in biennio, oggi si vede privata del sogno di stabilizzare il proprio rapporto di lavoro, anche al fine di affrontare con maggiore serenità l’arrivo del suo primo figlio.

«Contro il provvedimento di esclusione, abbiamo tempestivamente proposto ricorso al TAR Lazio, attesa la chiara violazione dell’articolo 3 del D.M. 4 aprile 2000, n. 114, il sui secondo comma dispone che lo stato di gravidanza costituisce impedimento temporaneo all’accertamento dell’idoneità», spiega l’avvocato Giorgio Carta che la assiste.

«L’altro aspetto grottesco della vicenda è che la commissione medica concorsuale ha reiteratamente rinviato le visite previste avvertendo che lo stato di gravidanza sarebbe stato causa di inidoneità se si fosse protratto oltre il termine finale del concorso- aggiunge l’avvocato Carta – come se la ragazza potesse accelerare o contrarre il tempo fisiologico della gestazione».

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