Difesa: tra PD e Lega sarà battaglia in aula sugli incentivi agli alpini

berretto-alpiniSi discute sulle misure per favorire il reclutamento nelle regioni dell’arco alpino. Roma, 6 mar. -La penna nera degli Alpini appartiene a tutto il paese. Ma sugli incentivi per il reclutamento delle truppe da montagna maggioranza e opposizione scavano un’altra trincea. Il Pd annuncia infatti battaglia in Aula sulla proposta di legge, presentata dalla Lega, che prevede incentivi per favorire il reclutamento di militari volontari residenti nelle regioni dell’arco alpino. E se il Carroccio pensa a un “federalismo militare”, per il partito di Bersani fare distinzioni tra volontari del Nord e quelli del Sud sarebbe ”un attacco all’unità nazionale”. La proposta di legge arriva domani pomeriggio in discussione generale a Montecitorio e martedì dovrebbe essere votata. Relatore in Aula è Franco Gidoni, capogruppo leghista in commissione Difesa e lui stesso alpino: ”Gli alpini -spiega all’ADNKRONOS- sono una tradizione e hanno un loro bacino di provenienza. Si nota un calo di presenza di ragazzi dalle zone di tradizionale arruolamento, dal Piemonte all’Emilia, e non ci stiamo a perdere questa tradizione. Apprezziamo i ragazzi del Sud che vogliono fare gli alpini e non togliamo loro possibilità, ma è giusto salvaguardare la naturale provenienza degli uomini del corpo”. ”Il progetto legislativo -spiega il deputato del Carroccio- prevede la possibilità per i giovani che entrano nel corpo da quelle regioni di vedersi riconosciuto qualche punto in più nel concorso, se sono in possesso di brevetti quali maestri di sci o guide alpine. In previsione di un federalismo municipale, poi, gli enti locali di queste regioni possono pensare a degli incentivi. Ad esempio un comune potrebbe decidere che un ragazzo che si arruola, per quell’anno potrebbe non pagare l’addizionale Irpef”.

Gidoni, andiamo verso un federalismo militare come in Inghilterra

”Ma tutto questo -rimarca Gidoni- dovrebbe valere per tutti quei corpi militari che hanno una tradizione legata ai teritori, penso ad esempio alla Brigata Sassari. Sarà un ‘federalismo militare’. Del resto in Inghilterra far parte di un reggimento della propria contea è motivo di orgoglio. Perchè dispendere queste tradizioni anche da noi? Bisogna pensare in modo federalista”. Pollice verso dagli scranni del Pd. “E’ un testo -spiega all’ADNKRONOS Rosa Villecco Calipari, vice presidente dei deputati Pd- che nasce per supplire alla carenza di arruolamenti nel corpo da parte di giovani nati nelle zone alpine, ma rischia di privilegiare solo una parte del paese, a danno del Sud. Anche perchè -fa notare- attualmente il corpo degli alpini è costituito in buona parte da giovani del Centro-Sud”. ”Alla Camera c’è il rischio altissimo che martedì la proposta passi, perchè la maggioranza voterà per sostenere la Lega”, spiega l’esponente democratica in commissione Difesa. ”Per usufruire degli incentivi, si chiede la residenza in quelle regioni alpine, precedente al momento in cui ci si arruola. Ma ciò che è obbligatorio è il domicilio, non la residenza”.

Ma non solo. Secondo Calipari, infatti, ”si verrebbe a creare una discriminazione, proprio nei 150 anni dell’Unità d’Italia, tra i precari della forze armate residenti nelle regioni dell’arco alpino e quelli che, invece, non lo sono”. ”Se passa questo principio -attacca l’esponente del Partito democratico- invece di unire il paese, le forze armate diventano regionali e si dividono. Ho l’impressione che anche all’interno delle forze armate ci sia qualche malumore. Sul piano politico, invece,-taglia corto Calipari- è un altro dazio che la maggioranza sta pagando al Carroccio. Questo è uno di quei piccoli provvedimenti di cui ci si accorge poco ma risulta devastante sul piano operativo, perchè le forze armate sono di un intero paese, non di alcune aree”. ”Il Pd -assicura- darà dunque battaglia: abbiamo presentato una serie di emendamenti. Tra questi, la possibilità che gli sgravi fiscali assicurati dalle regioni siano compensati dal bilancio dello Stato. Ma ci sono anche altre proposte con cui sosteniamo tutti i volontari, non solo quelli del Nord. Insomma -conclude Calipari- onore alle forze armate e agli alpini, ma non dividiamo il paese”. (Adnkronos)

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