Difesa: Guardia di Finanza sequestra 26 mezzi dell’Esercito

vm90Manutenzione con pezzi di ricambio usati o riverniciati. Roma, 8 feb – Il Nucleo di Polizia Tributaria di Sassari ha sequestrato 26 veicoli militari in dotazione all’Esercito Italiano in esecuzione di un decreto di sequestro emesso dalla Procura della Repubblica di Sassari. E’ stata accertata la manomissione di 26 veicoli militari Iveco VM 90 (fuoristrada da pattugliamento) e ACM 90 (camion per trasporto materiali), impiegati anche nelle missioni in Afghanistan.

Il sequestro giunge a conclusione di un’indagine che ha tratto spunto da informazioni acquisite circa possibili irregolarità nelle attività di riparazione e manutenzione degli automezzi. In particolare, spiegano le fiamme gialle, un’officina meccanica, di Castelsardo (Ss), operante in appalto per i reparti dell’Esercito Italiano di stanza in Sardegna ha svolto ”fittizie riparazioni sugli automezzi utilizzando pezzi di ricambio usati ovvero rettificando e riverniciando quelli già esistenti. Le prestazioni fornite, tuttavia, sono state fatturate come se fossero stati utilizzati pezzi di ricambio nuovi”. Gli accertamenti di natura fiscale condotti nei confronti della autofficina attraverso l’analisi delle fatture emesse a debito dell’Esercito Italiano per i lavori eseguiti, delle giacenze di magazzino e dell’elenco fornitori, hanno consentito di acquisire elementi di riscontro all’ipotesi iniziale e quantificare una truffa ai danni dello Stato che ammonta a circa 100.000 euro. ”La condotta fraudolenta, oltre a determinare un consistente danno economico, ha anche messo a serio repentaglio il funzionamento dei mezzi militari e, conseguentemente, l’incolumità del personale militare”, rileva la Guardia di Finanza.

La Brigata Sassari ha però precisato che “nessuno dei veicoli militari posti sotto sequestro è stato impiegato in missioni operative nell’ambito della missione Isaf (International Security Assistance Force) in Afghanistan”, riferendo inoltre di aver “offerto la massima collaborazione nello svolgimento delle attività di indagine”, e dicendosi “fiduciosa” in “attesa degli esiti dell’inchiesta giudiziaria”. (Adnkronos)

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