DIFESA: ESERCITO ITALIANO E SLOVENO DA OGGI PIU’ VICINI

Slovenian-armyRoma, 09 LUG – La storica sede della brigata alpina “Julia” a Udine (caserma “Di Prampero”), ha ospitato la cerimonia di firma dell’accordo tecnico (Technical agreement) tra Italia e Slovenia. Questo atto, con il quale l’Esercito sloveno ha affiliato, per scopi addestrativi, una sua unita’ d’elite al Comando di reazione rapida della Nato a guida italiana (Nrdc-Ita) , rappresenta la finalizzazione di un complesso lavoro svolto dallo Stato maggiore dell’Esercit (Sme)o, sotto la guida del colonnello Angelo Palmieri (capo ufficio Pianificazione). Il documento sara’ firmato dai delegati delle due nazioni: il generale di brigata dell’Esercito Mauro Scaccia per lo Stato maggiore della Difesa (Smd) italiano, e il generale Alan Geder, comandante delle Forze terrestri, per la Slovenia. L’odierno “agreement” sancisce l’affiliazione di un secondo battle group sloveno (comprensivo dei supporti logistici) alla brigata “Julia” (unita’ italiana facente parte del bacino delle forze del Nrdc-Ita di Solbiate Olona). L’atto dara’ l’avvio ad una serie di attivita’ addestrative congiunte tra le “vicine” forze armate, e consentira’ una fruttuosa osmosi di conoscenze ed esperienze operative. Nella stessa sede, il 18 aprile 1998, venne siglato l’accordo fra Italia Slovenia ed Ungheria sulla costituzione di una Forza terrestre multinazionale (Mlf) che ha visto italiani e sloveni addestrarsi insieme in numerose esercitazioni finalizzate al conseguimento della piena capacita’ operativa per un’unita’ nuova nel suo genere, espressione di nazioni con background diversi e che mancavano di una dottrina tattica comune. La partecipazione alla missione Nato “Decisive Endeavour” svolta in Kosovo dal novembre del 2003 al maggio del 2004, ha dato il battesimo operativo all’unita’ che, responsabile di un’area particolarmente ampia nella regione kosovara, si trovo’ ad affrontare l’esplosione di violenza del marzo del 2004. Si ricorda che militari italiani e sloveni hanno operato insieme in Bosnia Erzegovina, Kosovo e in Afghanistan. (Velino)

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