Caposaldo Cavour. Storia fotografica del 2° reggimento Alpini in Afghanistan

CaposaldoCavour

Roma, 2 nov – Oggi alle 17,30, nel salone d’onore del Municipio di Cuneo, il colonnello Massimo Biagini e il maggiore Matteo Mineo hanno presentato il libro “Caposaldo Cavour-Storia fotografica del 2° Reggimento Alpini in Afghanistan” di cui sono autori, edito dalla “Uniart” di Roddi d’Alba. Interverranno il sindaco di Cuneo, Alberto Valmaggia, e il sottosegretario di Stato alla difesa, Guido Crosetto, autore della prefazione al volume.

Il volume ha 228 pagine, tutte a colori, e ripercorre con testi e centinaia di immagini inedite i sei mesi, da aprile a ottobre 2010, di esperienza delle “penne nere” nella zona di Herat, in particolare nella base operativa avanzata di Bala Murghab.

Il caposaldo “Cavour” è un insieme di più postazioni, italiane e afghane, collegate da profonde trincee scavate a mano (come le “penne nere” fecero quasi cento anni fa, durante la prima guerra mondiale), intorno al villaggio di Quibcaq, uno dei piccoli centri del distretto di Bala Murghab liberati dagli Alpini della brigata “Taurinense” durante l’operazione “Buongiorno”.

Il volume è stato concepito per rendere omaggio e onore a chi ha vissuto con abnegazione e spirito di dedizione un’esperienza per nulla facile, mettendo il dovere sempre e comunque al primo posto. Ma è nato anche, e forse soprattutto, per far conoscere meglio all’opinione pubblica locale e nazionale ciò che significa prendere parte a una missione come quella in Afghanistan e quali importanti risultati ne scaturiscano. E, poi, c’è anche la non nascosta ambizione di lasciare una traccia concreta e duratura (“scripta manent”…) di uno dei più bei motivi di orgoglio per il nostro sentirci italiani e fratelli degli Alpini.

Gli autori

MASSIMO BIAGINI
44 anni, empolese, tre lauree e due master, è l’attuale comandante del 2° Reggimento Alpini di Cuneo. Colonnello, impegnato in Afghanistan come comandante della Task force “North” del Regional Commad West di Isaf, ha partecipato a svariate operazioni della Nato (Balcani, Afghanistan) e delle Nazioni Unite (Mozambico, Libano), svolgendo diversi incarichi. Parla correttamente l’inglese e il francese. È sposato e ha un figlio.

MATTEO MINEO
35 anni, genovese, laureato in scienze politiche, maggiore degli Alpini e giornalista pubblicista, impegnato in Afghanistan come responsabile dei progetti di cooperazione in favore della popolazione, a Cuneo ha comandato la Compagnia per cinque anni per poi dedicarsi alla pubblica informazione dal Teatro operativo afghano per oltre due anni nel periodo 2008-2010.

Sintesi dell’Opera

Si tratta del primo volume dedicato a una missione italiana all’estero nell’area di Bala Murghab. In 228 pagine tutte a colori, con le testimonianze degli uomini e delle donne in divisa dislocati nella provincia di Herat, centinaia di immagini inedite e la prefazione del sottosegretario di Stato alla difesa, Guido Crosetto, si ripercorrono i sei mesi vissuti pericolosamente, ma anche con la soddisfazione di aver adempiuto al proprio dovere, da aprile a ottobre di quest’anno, dalle “penne nere” partite da Cuneo.
Il secondo Reggimento (il “Döi”, in piemontese) fa parte della brigata Alpina “Taurinense”, per la prima volta dispiegata per intero all’estero sotto il comando del generale di brigata Claudio Berto. Il colonnello Biagini, reduce da numerose esperienze all’estero, è il comandante del “Döi” e durante la missione ha guidato la Task force “North” di Isaf, basata a Herat. Il maggiore Mineo, anch’egli in forza al secondo Reggimento, si è dedicato alla pubblica informazione dal teatro operativo afghano per oltre due anni, nel periodo 2008-2010.
Il caposaldo “Cavour” è un insieme di più postazioni, italiane e afghane, collegate da profonde trincee scavate a mano (come le “penne nere” fecero quasi cento anni fa, durante la prima guerra mondiale), intorno al villaggio di Quibcaq, uno dei piccoli centri del distretto di Bala Murghab liberati dagli “Buongiorno”. Il volume è stato concepito per rendere omaggio e onore a chi ha vissuto con abnegazione e spirito di dedizione un sempre e comunque al primo posto. Ma è nato anche, e forse soprattutto, per far conoscere meglio all parte a una missione come quella in Afghanistan e quali importanti risultati ne scaturiscano. E, poi, c’è anche la non nascosta ambizione di lasciare una traccia concreta e duratura (“scripta manent”…) di uno dei più bei motivi di orgoglio per il nostro sentirci italiani e fratelli degli Alpini.
Nelle pagine del libro viene doverosamente trattato l’aspetto prettamente militare della missione, ma l’attenzione si sofferma in particolare, da un lato, sul lato umano, per dare spazio ai pensieri e alle motivazioni delle “penne nere” del secondo Reggimento, e, dall’altro, sul rapporto con la popolazione locale che, superato il primo momento di diffidenza, ha accettato la presenza italiana, arrivando a collaborare per sventare gli attacchi dei talebani e far individuare i loro depositi di armi ed esplosivi. Il libro è dedicato alla memoria di tutti coloro i quali, eseguendo con coraggio il proprio dovere al servizio della patria e del mandato internazionale, hanno perso la vita durante le missioni all’estero dell’Esercito Italiano.


Alcune immagini del libro

“Caposaldo Cavour-Storia fotografica del 2° Reggimento Alpini in Afghanistan”

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