Afghanistan: trovati ordigni pronti all’uso nell’area dove operano gli italiani

iedGenerale Berto, lotta ad una minaccia subdola e diffusa – Roma, 24 mag – Un ordigno improvvisato (Ied) pronto ad esplodere è stato trovato oggi, nei pressi di Bala Murghab, area sotto il controllo dei militari italiani, da una pattuglia della polizia afgana : era composto da due razzi assemblati che erano stati collocati sotto la strada.
L’intervento degli artificieri italiani di stanza nella base avanzata Columbus di Bala Murghab, dove opera la Task force North costituita dal 2° reggimento alpini, ha consentito il disinnesco in sicurezza dell’ordigno che è stato poi trasportato presso la base per essere analizzato.
Sempre oggi, nel corso di un’operazione congiunta dell’esercito afgano e degli alpini del 3° reggimento inquadrati nella Task force Centre sono stati rinvenuti nel distretto di Shindand 58 proiettili di artiglieria pesante da 152 millimetri, idonei alla fabbricazione di ‘Ied’. I proiettili, resi inattivi dagli specialisti del 32/o reggimento genio, verranno fatti brillare nei prossimi giorni. Nei giorni scorsi, invece, nella provincia di Farah, il team di artificieri del 32° reggimento, che opera insieme agli alpini del 9°, ha distrutto quello che al comando del contingente italiano ad Herat definiscono “un ingente quantitativo di ordigni”, tra cui un Ied trovato e rimosso da una pattuglia dell’esercito afgano, oltre a numerosi proiettili di grosso calibro e a una notevole quantità di componenti utili alla produzione di ordigni improvvisati. Il materiale era stato consegnato ai militari italiani dalle forze di sicurezza afgane.
“La lotta agli ordigni esplosivi improvvisati – afferma il generale Claudio Berto, comandante dei militari italiani e del Regional command west della missione Isaf della Nato – richiede competenza e presenza sul territorio e costituisce una priorità essenziale per le forze di sicurezza locali e quelle di Isaf in tutto l’Afghanistan. L’obiettivo centrale è quello di proteggere le truppe e la popolazione civile da una minaccia subdola e diffusa”. (ANSA)

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