Afghanistan: parà della Folgore contribuiscono alla cattura di un “insurgent”

4Sospettato di aver causato la morte di un dodicenne con un ordigno. Herat, 8 mar. – Nel corso di un’operazione congiunta con le forze di polizia afghane, i paracadutisti del 186° reggimento Folgore, inquadrati nella Task Force South East, hanno contribuito, dando supporto alla polizia locale e al Direttorato Nazionale per la Sicurezza Afghana, all’arresto di un “insurgent” che opera nel distretto di Bakwa. I militari, da poco subentrati al personale del 7° alpini nell’area di Bakwa e nella valle del Gulistan, hanno condotto l’attività presso il villaggio di Baktiar, distante alcuni chilometri dalla base operativa avanzata ”Lavaredo” (sede della Task Force) allo scopo di catturare l’uomo, sospettato di avere causato la morte di un dodicenne, il 28 febbraio scorso. Il giovane sarebbe stato ucciso dall’esplosione di un ordigno radiocomandato che gli era stato consegnato dall’arrestato. L’ordigno, probabilmente destinato ad essere utilizzato contro le forze di sicurezza locali o contro truppe di Isaf, esplodendo uccise il giovane. Il 30% degli ordigni esplosivi in Afghanistan miete vittime tra i civili.

Gli alpini donano viveri e medicinali ai villaggi dell’area di Bala Murghab

Derwish e Ghandab sono due villaggi da poco entrati nella “bolla di sicurezza” di Bala Murghab sotto la responsabilità della Task Force North. Villaggi ”ridotti in miseria dalla presenza ostile dell’area”, rilevano dal comando regionale ovest della missione Isaf in Afghanistan. Grazie ai fondi italiani per la cooperazione civile-militare, gli Alpini della Task Force North ”hanno operato, nei giorni passati, per dare anche a questi cittadini nuove aspettative per il futuro. L’accesso ai fondi unito alla generosità dell’Associazione Regina Elena di Palmanova, che collabora da tempo con reggimento che opera al confine con il Turkmenistan, ha portato alla donazione di quanto necessario: cibo, vestiti, giocattoli, medicinali”. Nei giorni scorsi, alla presenza dei capi villaggio, sono stati distribuiti riso farina e olio insieme a vestiti e calzature oltre a numerosi giocattoli. Circa 300 famiglie hanno beneficiato della donazione.

Nel corso delle attivitàa favore della popolazione è stato portato avanti il programma di sostegno all’attività sanitaria afghana: il Ten. Trivisani, medico della Task Force North, ha collaborato con personale sanitario locale nel visitare oltre 200 pazienti e nel distribuire medicinali. Dal comando italiano sottolineano che l’impegno della Task Force North in Afghanistan ”si focalizzerà nello sviluppo del settore educativo dell’area, ”sostenendo progetti che mirino a realizzare nuovi edifici scolastici oltre a fornire indispensabili materiali didattici”. (Adnkronos)

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