Afghanistan: moglie e marito sminatori ad Herat

martina-giancarlo-simbulaRoma, 31 dic – ”Siamo cacciatori di mine, e lo facciamo insieme”. Marito e moglie, militari in Afghanistan, raccontano a Gente, in edicola dal 2 gennaio, la loro storia. ”Mi ricordo un giorno, lui era sul mezzo blindato, a me toccava il controllo a terra, a cercare mine. Lo vedevo, mi guardava e grondava di sudore”. Manuela Cirina, 31 anni, e Giancarlo Simbula, di 34, sono una coppia unica: entrambi caporalmaggiori dell’esercito italiano, prestano servizio a Herat, in Afghanistan. E sono sposati.

Manuela e Giancarlo, entrambi sardi (si sono conosciuti nella caserma di Macomer), fanno parte di quello che tecnicamente si definisce ”advance Combat Reconnaissance Team”: ovvero, cacciatori di ordigni, “Hurt Locker”. ”Le mogli dei colleghi a casa stanno in ansia – dice Manuela – ma io i pericoli che si corrono quaggiù li conosco tutti, uno per uno, e non posso immaginarmi a Bala Murghab, ai confini del Turkmenistan, mentre mio marito è nel distretto di Bakwa, a ovest: perchè so cosa c’è a Bakwa e che cosa è andato a fare lì”. I coniugi Simbula sono in forza alla Brigata Sassari, 5° Reggimento Genio Guastatori. Si sono sposati il 24 luglio 2010: ”Quel giorno abbiamo preso don Gianmario, cappellano militare e gli abbiamo detto: Noi ci sposiamo, e sarai tu a farlo”. (ANSA)

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