Afghanistan, militari Italia e Usa arrestano insurgent a Shewan

militari-afghanistanRoma, 24 gen – In Afghanistan si è conclusa con l’arresto di un insurgent l’operazione “Dod Posh” che ha visto la task force americana “Arrow” lavorare con un plotone del reggimento lagunari “Serenissima” e con le forze di sicurezza afgane. Le manovre di controllo del territorio sono state effettuate nell’area di Shewan a circa 60 chilometri a nord est di Farah. L’area si trova all’interno della valle di Shindand, che collega le province di Farah ed Herat. La località, sita lungo la Ring road è nota per la sua pericolosità. Tanto che le forze militari statunitensi evitano di percorrerla se non necessario. Un tratto, nonostante ci sia una pista larga, è circondato dalle montagne e qui la guerriglia è solita posizionare gli ordigni improvvisati (Ied). Qui, infatti, il 14 luglio del 2008 perse la vita il Primo Caporalmaggiore Alessandro di Lisio a seguito dell’esplosione di uno Ied al passaggio del mezzo su cui viaggiava.

La seconda parte della strada, invece – dove è avvenuto un attacco il 24 settembre del 2009 -, è caratterizzata da colline ed ha visto più volte imboscate da parte dei miliziani con armi da fuoco portatili. L’attività scattata alle prime luci dell’alba ha visto le unità afgane procedere casa per casa alla ricerca di insurgent segnalati nella zona, mentre le forze americane ed i lagunari avevano il compito di controllare la parte esterna del villaggio evitando la fuga di ricercati o il supporto esterno. Durante l’azione, su segnalazione del comandante di plotone dei lagunari, la polizia afgana ha anche effettuato una perquisizione in un abitato esterno alla cornice di sicurezza. Il controllo dell’Nds (National defence service) ha poi portato all’immediato arresto dell’occupante che è risultato essere un insurgent ricercato da tempo.

L’arresto si va ad aggiungere agli altri già effettuati in attività che vedono i lagunari della task force South operare con sinergia sempre maggiore con le forze di sicurezza. I risultati conseguiti sul terreno concretizzano l’azione del governo afgano sul territorio e danno ulteriore impulso alla sicurezza nella provincia di Farah. I primi di gennaio, peraltro, i militari italiani avevano partecipato a una shura (il consiglio degli anziani) a Shewan nella quale era stata discussa la situazione sul versante della sicurezza nell’area e dalla quale era emersa la volontà comune di tutti i partecipanti di sviluppare maggiore collaborazione in tutti i campi. (Il Velino)

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