Afghanistan: la ricostruzione esatta dell’incidente nel quale hanno perso la vita i due soldati

afghanistan-Decillis-gigliLa Luciani salvata dal Maresciallo Gigli. D’Alema, Copasir: situazione sulla sicurezza molto preoccupante. Roma, 29 lug – E’ stato il maresciallo Mauro Gigli a salvare la vita al capitano Federica Luciani. E’ quanto ha rivelato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa nel corso dell’informativa al Senato sull’attentato di ieri a Herat in cui hanno perso la vita due militari italiani. ”E’ stato il maresciallo Gigli che col suo corpo ha fatto scudo per evitare più gravi conseguenze al capitano Luciani, poi rimasta solo lievemente ferita nell’attentato” ha spiegato La Russa, che ha anche comunicato ”con grande orgoglio la determinazione del capitano Luciani di non voler lasciare la zona e la sua decisione di rimanere in azione”. Il comportamento del prima maresciallo Gigli ha comunque evitato conseguenze più gravi per l’intero gruppo intervenuto nell’area minata. ”In base alla prime informazioni – ha spiegato ancora La Russa – sembra che il primo maresciallo Gigli, capo team di bonifica, dopo il primo intervento, resosi conto del pericolo di una nuova imminente esplosione, abbia prontamente fatto allontanare gli altri militari presenti nell’area, rimanendo sul posto per intervenire insieme all’altro specialista, caporal maggiore capo De Cillis, Questo ha probabilmente evitato ulteriori danni al nostro personale”. La Russa ha ricostruito nel dettaglio tutte le fasi dell’attentato, a partire dal momento in cui ”nel pomeriggio di ieri, il comando provinciale della polizia afgana ad Herat ha comunicato al Comando italiano il ritrovamento di un un ordigno improvvisato (IED) in prossimità del villaggio di Sali Patra, una zona ubicata a circa 8 chilometri a Nord Ovest dal capoluogo di provincia. ”Alle 18.30 locali (le 16.00 in Italia) – ha proseguito il ministro – il Comando italiano ha inviato sul posto un plotone di fanteria alpina di 29 unità con compiti di protezione, un nucleo specializzato di 4 unita’ per la bonifica di ordigni esplosivi improvvisati del Genio guastatori, con il compito di disattivare l’ordigno, un nucleo di 2 unità specializzate per la raccolta di informazioni sulla composizione e tipologia dell’ordigno rinvenuto, un Team medico di 2 unità con un interprete, sette mezzi Vtlm Lince, di cui tre dotati di misure contro elettroniche (Jammer), un mezzo Vtlm Lince in assetto ambulanza”. Dopo avere raggiunto il luogo in cui era stato individuato l’ordigno, il nucleo specializzato per la bonifica ha avviato le operazioni per il brillamento, impiegando una carica di ”basso ordine” per neutralizzarlo. ”Alle 20.25 locali (le 17.55 in Italia) – ha continuato La Russa – il personale sul posto ha riportato alla Sala operativa del Comando italiano di Herat che, nel corso della successiva ricognizione sul luogo dell’intervento di bonifica, si verificava una violenta esplosione – le cui esatte cause sono in corso di accertamento – che investiva due militari del nucleo specializzato per la bonifica di ordigni esplosivi, determinando il decesso, e un ulteriore militare del nucleo per la raccolta di informazioni che rimaneva ferito”.

Artificieri a rischio come nel film The Hurth Locker

the_hurtStrano destino quello dei due militari italiani uccisi ieri ad Herat, Mauro Gigli e Pierdavide De Cillis. Il loro lavoro, quello di artificieri di ordigni più o meno pericolosi in Afghanistan, a molti poco noto, era appena diventato più che famoso grazie al film premio Oscar “The Hurth Locker” di Kathryn Bigelow con Ralph Fiennes, Guy Pearce, David Morse, Jeremy Renner. Un film non da poco quello della regista, visto che ha poi vinto quest’anno sei delle otto candidature agli Academy Awards (tra cui miglior film e regista) sconfiggendo il colosso in 3d “Avatar”. Nella fiction della Bigelow siamo però in Iraq dove una squadra di artificieri dell’esercito americano, specializzata nel neutralizzare ogni tipo di ordigno esplosivo, si avventura in una delle tante città irachene colpite dalla guerra. Attrezzature più o meno sofisticate e preparazione psicologica al top per vincere lo stress e la paura di un attacco a sorpresa, in un luogo dove ogni oggetto o veicolo potrebbe rivelarsi una minaccia.

La Russa, ad agosto arriveranno 17 blindati Freccia

freccia“Gli ordigni esplosivi improvvisati sono l’arma di circostanza che ha determinato la gran parte delle perdite in Afghanistan e di questo occorre essere consapevoli, senza abbassare la guardia sull’evoluzione della protezione. Nell’ambito delle misure tese al miglioramento della protezione e della sicurezza del personale, su mia disposizione, è stata recentemente completata nella prima metà di questo mese l’immissione nel teatro afghano dei primi 17 esemplari del Veicolo Blindato Medio (VBM) “Freccia”. Il loro impiego effettivo è previsto a partire dal mese di agosto dopo il necessario periodo di acclimatamento operativo”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, durante la sua informativa al Senato dedicata all’attentato di ieri in Afghanistan costato la vita a due militari.

Esequie domani a Roma. Mons. Pelvi, missioni irrinunciabili

monsignor_PELVII funerali del primo maresciallo Mauro Gigli e del caporalmaggiore capo Pierdavide De Cillis, saranno celebrati domani pomeriggio nella basilica romana di Santa Maria degli Angeli e presieduti da mons. Vincenzo Pelvi, ordinario militare per l’Italia. Questa nuova tragedia, spiega il presule in un’intervista diffusa dal Servizio Informazione Religiosa, non deve indurci nella “tentazione di considerare le missioni internazionali di sicurezza troppo rischiose”, al contrario “il servizio internazionale alla sicurezza e alla democrazia dei nostri militari richiama quell’aiuto e quella collaborazione tra popoli, unica via per offrire un futuro sereno all’umanità”. Per l’arcivescovo, infatti, “non possiamo solo ascoltare le nostre sensibilità del momento e seguire quelle tendenze emotive che costituiscono come delle barriere all’interno del nostro animo”. “ln un contesto di fragilità e confusione – spiega – i diritti umani sono quanto mai bisognosi di essere protetti e garantiti”. Quanto accaduto, ammette l’ordinario miltare, “ci sconvolge e interroga il popolo italiano in un clima già reso pesante dalle ultime rivelazioni: dinanzi a questa ulteriore e drammatica prova, si affaccia spontanea la voglia di chiedersi se abbia ancora senso che i nostri militari restino in quelle terre lontane”. Per mons. Pelvi, “sono domande giustificabili”. Ma come Paese, “se non impariamo a pensare in termini di mondialità siamo destinati al declino. Occorre – cioè – riconoscere di essere una sola famiglia umana legata non tanto da doveri e obblighi ma da una relazione che costruisce solidarietà e mette fondamento alla pace, dono e conquista”. “La pace – conclude Pelvi – è un edificio indivisibile e ciascuno con il dono o con l’egoismo lo può rafforzare o distruggere per la sua parte di responsabilità. Certo la fede e la preghiera non risolvono i problemi ma permettono di affrontarli con una luce e una forza nuove e inspiegabili”.

Moglie e figlio di Mauro Gigli oggi a Roma. Il Maresciallo sarà sepolto nello stesso cimitero della famiglia Agnelli

dobloAlle 14,30 Vita Maria Biasco, la moglie del maresciallo del 32° Genio, Mauro Gigli, insieme al figlio di 19 anni, hanno lasciato la propria abitazione in borgata Droglia di Villar Perosa per salire su un Doblò dell’Esercito e raggiungere Torino. Da qui, entro breve i due partiranno a bordo di un pullman dell’esercito per Roma, insieme al cappellano militare don Pasquale Moscarelli. La donna e suo figlio non hanno voluto rilasciare alcuna dichiarazione. Stretti nel loro dolore, circondati dagli alpini, hanno fatto le valige e poi hanno preso accordi con il parroco di Villar Perosa don Franco Gallea per celebrare i funerali che si terranno a Villar nella chiesa di Sant’Aniceto la cui data decisa appena possibile. Mauro Gigli sarà sepolto nel piccolo cimitero di Villar Perosa, lo stesso nel quale riposano le spoglie della famiglia Agnelli.

La Procura di Roma apre fascicolo sulla morte dei militari

Attentato con finalità di terrorismo: è questa l’ipotesi di reato formulata dal pm della procura di Roma, Erminio Amelio, che ha aperto un fascicolo in relazione alla morte di Mauro Gigli e Pierdavide De Cillis, i militari uccisi ieri da un ordigno rudimentale mentre si trovavano a poca distanza da Herat, in Afghanistan.

D’alema (copasir), la situazione della sicurezza in Aghanistan è molto preoccupante

dalema1Che la situazione del contingente internazionale in Afghanistan, compresi i militari italiani, sia in questo momento ”molto preoccupante” è stato confermato oggi dal presidente del comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir), Massimo D’Alema, nel corso di una conferenza stampa per la presentazione della relazione annuale al Parlamento. D’Alema ha definito la situazione della sicurezza dei nostri militari in Afghanistan ”molto problematica”, aggiungendo che lo stesso Copasir ha ricevuto ”informazioni molto preoccupanti e chiare sulle indicazioni dei pericoli”. ”Il problema della sicurezza in quel paese per i nostri militari è ben lungi dall’aver trovato una soluzione. Siamo in presenza di un quadro preoccupante emerso anche dai recenti documenti pubblicati”. Secondo D’Alema il problema da affrontare subito è, quindi, quello ”di come portare avanti la missione” pur nella convinzione che l’intervento in quel paese ”era necessario” e che un eventuale ritiro ”non sarebbe un bene per nessuno”. ico_commenti Commenta

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.